Dopocena con Santoro, ma Silvio non c'è

Vuoi mettere un po' di televisione consumata dopocena a casa tua, rispetto alla televisione praticata? E poi il Santoro del dopo Berlusconi Show, ne ha da dire e conti da saldare.

Tiberio Timperi 18 gennaio 2013
[b]di Tiberio Timperi[/b]



Stasera non ho voglia di cucinare. E forse neanche Santoro. Appanzato e satollo dagli ascolti record della scorsa settimana. Anche se in tv non si deve mai dormire sugli allori: memoria e merito durano lo spazio di un Auditel. In attesa di zzioMichele (lui si!) opto per un rapido hamburger del mio macellaio di San Frediano. Questo passa il convento. Quello di Santoro, invece, Fini, Salvini e Landini. Così annuncia Mentana, che per una battuta sarebbe capace di annunciare le sue ennesime dimissioni. E difatti Mentaneggia sottolineando che "finiscono tutti in ini". L'avessi fatto io ai tempi di Fede, mi avrebbero fatto un culo così.



Nell'attesa, seguo Striscia, che non delude mai. Addento il panino dove all'hamburger sono andati a far compagnia cipolla, formaggio cheddar e aceto balsamico. Vino? Rosso, in onore a Santoro ma anche Gruber. Rossa di capelli, fede politica e vestito. Lilli e il vagabondo ministro Barca sforano allegramente. Dovute le scuse a zzioMichele.



[b]Apertura.[/b]

Da Bella ciao (che ricordi, ragazzi) al Piave che mormora non passa lo straniero.

La settimana di ascolti record (e polemiche di inciuci col nemico) ha lasciato il segno.

Subito parte il primo cazziatone. Per Grillo, detto anche Generale Pound. Il grande assente presente dal piccolo schermo. Forse a zzioMichele non dispiacerebbe cuocerselo a fuoco lento in tv. Anche per gli ascolti.



Già, gli ascolti. ZzioMichele è incazzato nero, come il suo vestito, per gli ascolti. E i titoli dei giornali. Sberla a destra e sinistra perché "i fanti dei giornali hanno titolato che Silvione ha vinto".

Mena Michele, mena. Soprattutto a sinistra. Niente è più doloroso del fuoco amico. In particolare di Repubblica. ZzioMichele va in puzza perché i repubblichini vagheggiano una sorta di compromesso tra Michele e Silvio.



San Toro poi incorna anche il Corrierone, reo di aver sollevato la storia degli introiti legati agli ascolti. Più sei visto, più guadagni. Che poi non ci sarebbe niente di male.

E, in un mondo dove nessuno fa nomi o cognomi, zzioMichele ne spara due a bruciapelo. Curzio Maltese e Francesco Merlo. Impallinati senza pietà.

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Rientro in studio con Fini e "il che fai mi cacci". A seguire Grillo, homo yomo, e i suoi sermoni. Ruotolo, se non fosse stato ingroiato dalla politica ma fosse ancora al cronometro, darebbe la
vittoria a Grillo. Chiude la sequenza dei filmati Berlusconi da Giletti sempresialodato.

L'antipasto è servito.



[b]21.52[/b] Prima domanda a Fini. Perché ha rotto con Silvio. Ancora? Manco fossero le repliche di Dancin Days.



[b]21.54[/b] Per Fini, Berlusconi sarebbe circondato da adulatori. Altro che olgettine.
Intanto Salvini, in maniche di camicia come Renzi, conquista la prima inquadratura.



[b]21.56[/b] A distanza di una settimana, ancora si parla di Mister B. Fini rivendica di aver dimostrato che il Re è gnudo.



[b]21.58[/b] Salvini smanetta con il tablet. Ruotolo è contagioso.
Fini si toglie i sassolini. E li lancia tutti contro Mister B. Alla faccia del contraddittorio.



[b]21.59[/b] Fini insiste con il re gnudo. E, come un iceberg, freddo ed imperturbabile, si stacca definitivamente dal pack del polo della libertà. Ove mai qualcuno nutrisse ancora dei dubbi.
Non pago, affonda il coltello sul caso Ruby strappando l'applauso dei 450 santoriani.
E forse qualchevoto in più. Per avere più futuro e forse libertà.



[b]22.04[/b] Tocca a Salvini. Che subito parla di Milano, fregandosene delle beghe Fini- Mister B. Lucido, anche perché senza un filo di trucco opacizzante, sottolinea come Silvio sia ospite anche stasera pur senza essere in studio.



[b]22.08.[/b] Petardo di Salvini che propone la tassazione della prostituzione. A zzioMichele non pare vero e schiaccia a rete, citando la Minetti (Nicole) come possibile consulente per eventuali casini da organizzare. (Querela?). In ballo, grazie alla passera, stavolta intesa non come ministro, ci sarebbero 4 miliardi di tasse.



[b]L'atmosfera si accende.[/b]

Salvini, tanto per essere chiari, dichiara la sua antipatia per Fini. Lascia i massimi sistemi e parla di cose concrete. Tipo aiuti ai padri separati che stanno con il culo a terra. (sono di parte, lo so).



[b]22.11[/b] Entra in scena Landini, preceduto da un filmato sulla Fiat di Melfi.

Monti, Marchionne. Intanto, per sopravvivere, mi butto sui fichi secchi di Calabria.

Residuo tardivo delle vacanze di natale.



[b]22.13[/b] Landini parte Lancia (oops) in resta sfondando Marchionne sulla delocalizzazione. E sulle chiusure di Termini Imerese, Avellino e Imola per un totale di oltre 7000 posti di lavoro. Se non fosse tardi, uscirei per comprare una Panda. Intanto il panzer Landini finisce di bombardare i neo sposi, i Marchionti.



[b]Fini vs Salvini.[/b] Attacco a testa bassa sul sacro graal della Padania che mina la coesione nazionale e i dipendenti pubblici della Lombardia. Il doppio di quelli del Lazio. Aria di derby e sapore di curva. Ma Salvini resiste stoicamente dal lancio del tablet verso Fini. A destra o al centro? Ah, saperlo.



[b]22.22[/b] ZzioMichele deve dare la pubblicità. Ne approfitto per lavarmi i denti.

Salvini polemizza con San Toro chiedendo più tempo per la replica, Fini berlusconeggia strappando l'applauso. Salvini va avanti a testa bassa, come Garrone contro Franti (rileggetevi il libro Cuore).
"Come è la sanità del sud? Come sono le università del sud? Come sono le autostrade del sud?". E Silvio avrebbe detto: come sono le donne del sud?



[b]22.27[/b] Lo scontro si accende. Salvini dice basta. Fini dice basta. Santoro dice basta. Scazzo generale ma arriva, salvifica, la pubblicità.



[b]22.32[/b] Torna Travaglio. Concioneggia su Fini e Berlusconi, sul loro rapporto. Travaglio non gliene lascia passare una, dando dei comici ad entrambi. Battutona per Futuro e Libertà, cui Travaglio attribuisce percentuali da albumina.



[b]22.43[/b] Va in onda Fini che nel 2006 parla bene di Dell'Utri. In studio, voltafaccia del medesimo.



[b]22.47[/b] La serata arranca un filo. Serve il Viagra: arriva Grillo. "Siamo in guerra", sostiene.
Tocca poi alla voce pariolin-alternativa della Ggiulia Innoscenzzi. Della Costamagna non vi è traccia. La misura è quasi colma. Per fortuna, a salvare Salvini, Fini e Landini, arriva il terrore delle banche, l'avvocato Roberto Vassalle. Sguaina la spada contro l'inciucio politico finanziario che ha appiattito le differenze tra destra e sinistra. Ho la sensazione che anche nel mio condominio parta la ola.



Ne ho abbastanza. Tanto la trasmissione quanto l'hamburger mi sono rimasti sullo stomaco. Un dito di quella bevanda tutto zucchero e bollicine aiuterà. Spengo la tv e me ne vado a letto con l'ultimo fast-book dell'avvocato Grisham. Come sempre mi perdo Vauro. Ma come sempre, per fortuna, menomale che Globalist c'è...