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Dopo il Papa su Twitter in Croazia si chatta con Dio

In Croazia nasce un sito internet con l'accesso on line a preghiere e testi religiosi: «L'uomo moderno non ha tempo per fermarsi e così perde un bene prezioso». <br>

Dopo il Papa su Twitter in Croazia si chatta con Dio

Desk

11 Dicembre 2012 - 10.25


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Per ritrovare la fede in Croazia basta un clic, grazie all’ultima iniziativa della congregazione di Sant’Andrea e del suo intraprendente frate, padre Nikica Mihajlevic. L’idea, nata quasi per caso, ha raccolto solo nell’ultimo mese10mila visitatori e sembra aver centrato l’obiettivo: avvicinare i giovani alla Chiesa, contro la mondanità della vita moderna. L’idea è semplice e sfrutta il mezzo di comunicazione più vicino alle nuove generazioni: un sito internet permette di “pregare online” con l’accesso in rete a preghiere e testi religiosi.

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Il visitatore può cliccarvi sopra o stamparli, e attraverso il servizio può pregare in ogni luogo in cui si trova in quel momento, sia che si tratti di una sala d’attesa o di un autobus. “Con il nostro sito – spiega padre Nikica – possiamo ben dire che la preghiera aiuta la fede. L’uomo moderno non ha tempo per fermarsi e pregare, e in questo modo rischia di perdere un bene prezioso”. Se il mondo cambia, dunque, devono cambiare anche i mezzi per alimentare la fede.

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I gestori del sito SS. Andrew the Apostle” [url”molitvenic.net”]http://molitvenici.net/[/url] hanno pensato anche a un servizio apposito per gli smartphone, per agevolare al massimo i fedeli che possono mettersi così in comunicazione con il sito web, qualunque cosa debbano fare in quel momento nella loro “vita terrena”. A gestire il sito per la congregazione è Mark Tunukovic, studente di ingegneria elettronica che insieme al cappellano di Djakovo, Michael Kelbas, si occupa di rinnovare costantemente le offerte di preghiera attraverso testi “che seguono il messaggio di papa Benedetto XVI”.

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E il messaggio, ricorda il cappellano Kelbas, parla della nuova evangelizzazione, un’iniziativa della Chiesa cattolica per avvicinare di più l’uomo moderno a Dio. “Il fatto è che Dio non funziona come un’entità che deve soddisfare tutte le richieste che gli rivolgiamo – osserva padre Kelbas – e l’iniziativa serve piuttosto a incoraggiare le persone a trarre, attraverso la preghiera regolare quotidiana, quel respiro di spiritualità che ci serve per vivere”.

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