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Quel Tigi4 un po' cabaret perde l'anima senza Fede

“Emilio resta” è il grido silente che si leva dal Paese delle appartenenze assolute. Lui, il Campione degli posseduti volontari, a 81 anni stacca. Il Tg4 non sarà più quello.

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Redazione

29 Marzo 2012


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Oggi la satira piange. C’è chi, nella categoria, sta pensando ad uno sciopero contro il “Governo dell’Articolo 18”, per sottrazione di spunti comici. In testa al movimento Max Paiella e Maurizio Crozza. Prima il ritiro non esattamente volontario di Silvio Berlusconi, poi la cacciata di Augusto Minzolini dal Tg1, infine, colpo mortale, l’allontanamento di Emilio Fede dal Tg4. «Qualcuno qui vuole uccidere la risata» è l’accusa che grava sulla testa di un governo tecnico tropo noioso e normale per aiutare la caricatura. Forse un po’ la Fornero, ma poca cosa: modello Professoressa assurdamente severa e stralunata. Già in onda su La7.

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Ma ora passiamo alla banale cronaca. Emilio Fede lascia Mediaset. Sarà Giovanni Toti, direttore responsabile di Studio aperto, il nuovo direttore del Tg4. Un bel campionato tra i due, verrebbe da dire: ma vedremo presto. Il comunicato Mediaset per fortuna rilancia l’umorismo: “In una logica di rinnovamento editoriale della testata, cambia la direzione del Tg4. Dopo una trattativa per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non approdata a buon fine, Emilio Fede lascia l’azienda”. L’azienda lo ringrazia per il “contributo assicurato alla nascita dell’informazione del gruppo”. Figuriamoci se non ci fosse stato Fede!

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Destino maledetto, quello di Fede, Emilio, per gli addii traumatici. Un rapporto con la Rai terminato nel 1987, dopo 25 anni, in seguito a un processo per gioco d’azzardo. Pensare che quella unione professionale era stato un regalo di nozze da parte dei suocero, Pietro De Feo, allora vice Consigliere di amministrazione in viale Mazzini. Due anni dopo il passaggio alla concorrenza, anzi, la piena e totale conversione al privato, come fu per Paolo lungo la via di Damasco. L’incontro salvifico con Silvio Berlusconi nell’allora Finivest. Direttore di Video News e poi di Studio Aperto, con la guerra su chi aveva dato per primo notizia della prima bomba su Baghdad.

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Il passaggio alla direzione del Tg4 arriva nel 1993, dove Fede è rimasto fino ad oggi dando. Poco meno di vent’anni alla guida del “Suo telegiornale”. un’impronta personalissima, il Tg4 di lotta e di governo inventato da Emilio. Un mix di notizie -poche- e di commenti -molti- di versacci, di facce di approvazione o disappunto che segnavano le notizie obbligate ma sgradite. Abilità di intrattenimento assoluta quella del nostro Emilio. Il giornalismo usato come la foglia di fico per uno show personale di 30 minuti. Una fede (minuscola) e assoluta nel manager padrone, ispiratore politico e compagno-ospite nelle serate “eleganti” di Arcore con Ruby.

In Fede, Emilio, ci mancherai.

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