La Cappella degli Scrovegni di Padova e i portici di Bologna candidati a siti Unesco

La riunione del Consiglio si terrà dal 16 al 31 luglio in Cina. L'Italia ha ben 55 beni già riconosciuti come patrimonio dell'umanità

La Cappella degli Scrovegni di Padova

La Cappella degli Scrovegni di Padova

Redazione 21 giugno 2021Culture

Sapremo il prossimo 16 luglio se la Cappella degli Scrovegni a Padova, con i suoi affreschi uno dei capolavori di Giotto, e i portici di Bologna, resi noti da decine di film e di romanzi, diventeranno siti dell'Unesco. La riunione del Comitato, giunta alla sua 44esima convocazione, si troverà , infatti, nella condizione di dover  esaminare le proposte avanzate dai Paesi nel 2020 e nel 2021, la cui analisi è stata rinviata a causa della pandemia da Covid-19.

 

L'Italia ha presentato queste due proposte per l'iscrizione alla lista dei siti patrimonio Unesco. La riunione che si terrà in Cina e che si protrarrà fino al 31 Luglio è dedicata anche alla verifica dello stato di conservazione di 255 siti già iscritti nella lista del patrimonio mondiale, 53 dei quali sono anche nella lista del patrimonio mondiale in pericolo. Il Comitato chiamato a compiere queste scelte e a verificare l'andamento più complessivo della situazione che si è creata per effetto della pandemia è composto dai rappresentanti di 21 Stati che hanno ratificato la Convenzione sul patrimonio mondiale.

Il Comitato è responsabile dell'attuazione della Convenzione.

 

All'apertura dei lavori parteciperà anche il direttore generale dell'Unesco, Audrey Azoulay. A oggi sono 1.121 siti in 167 paesi  che sono inseriti nella lista del patrimonio mondiale.  L'Italia, proprio insieme alla Cina, è il paese che detiene il maggior numero al mondo di siti riconosciuti come patrimoni dell'umanità dell'Unesco: sono 55 i beni presenti  nella lista alla data del 2019. Il primo sito italiano riconosciuto dall'Unesco è del 1979 e fu L'Arte Rupestre della Valle Camonica; l'ultimo è del  2019 e sono le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.