Piano: “Rammendiamo le periferie, grave stop dal governo”

L’architetto genovese su Repubblica racconta perché va salvato il piano da 1,6 miliardi per 120 progetti sospeso dall’esecutivo. Il sindaco di Reggio Calabria: “È il cambiamento in peggio”

Periferia

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redazione 10 agosto 2018Culture

Il governo precedente, a guida Pd, aveva varato un vasto programma per riqualificare le periferie: 120 progetti per 1,6 miliardi complessivi su cui i sindaci delle città si sono già impegnati insieme ad associazioni, investitori privati. Il governo giallo-verde al Senato con un emendamento in notturna al decreto Milleproroghe ha sospeso tutto, rinvia tutto al 2020 sapendo bene che in Italia il rinvio spesso è un modo per affossare. Paradossalmente, il Pd in Aula non ha votato contro questo articolo che boccia una legge fatta e voluta dal Pd. Un vasto progetto che segnava un'inversione di tendenza non solo politica, anche di approccio culturale, il cui stop sta provocando reazioni e sconcerta per primi i sindaci.


Renzo Piano: pronto a un "periferia pride"
Con un’intervista ampia a Francesco Merlo su “Repubblica” di oggi 10 agosto Renzo Piano, l’architetto genovese che ha più spinto per un generale “rammendo” delle periferie, senatore a vita, entra nel vivo della questione. E spera che nel passaggio alla Camera l'esecutivo e i parlamentari comprendano l'errore madornale e tornino sui propri passi.


Il progettista, autore per esempio dell'auditorium - parco della musica di Roma che ha riqualificato molto l'area, chiede alla maggioranza di tornare sui propri passi e si dice pronto a organizzare un “Periferia Pride”. Detto tra parentesi: intervenire nelle strutture nelle periferie significa anche contribuire davvero a una maggior sicurezza per la vita dei loro abitanti, tutt’altra storia dall’armare i cittadini che aumenta i pericoli come invece propaganda Salvini.


"5 Stelle e Lega tradiscono se stessi, ma anche il Pd..."


“Sono piccoli progetti, tanti piccoli progetti, circa 120. Hanno bocciato quel rammendo delle periferie che gli studenti italiani nel 2014 scelsero in maggioranza come tema della maturità. Il rammendo significa cantieri leggeri, interventi d’amore che riqualificano. Per esempio, una stazione di autobus in periferia è già aggregazione sociale. E i passaggi per i disabili a Milano, l’illuminazione, i marciapiedi”, spiega l’architetto genovese. Riflette: la legge che il governo Di Maio-Salvini affossa “era di rammendo, poi sarebbero venute le infrastrutture, e gli ospedali, le biblioteche, l’architettura della vita associata”. Porge una scialuppa all’esecutivo: “Volevano finanziare i Comuni virtuosi e non hanno valutato la gravità del danno che provocavano. Capita, quando si spostano soldi, di fare alla fine più male che bene. Credo davvero che bocciare i finanziamenti dei progetti per le periferie sia stato — e direi meglio, sarebbe — un tradimento dei Cinque stelle e della Lega innanzitutto verso se stessi. Nelle periferie non c’è l’élite che Cinque stelle e Lega combattono, ma il popolo che dicono di rappresentare, la marginalità che difendono, la sofferenza, l’energia e la speranza di futuro che li ispirano. E vale anche per la Lega che ha fatto della sicurezza il suo manifesto”. L’architetto ricorda di essere e restare di sinistra, che non corteggia certo la destra, come ricorda che il Pd ha votato contro una legge, buona, emanata dal governo a guida Pd.



Il sindaco Falcomatà a Radio3: governo del cambiamento in peggio
Al programma “Tutta la città ne parla” di Radio3 stamani il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni, ha ricordato che il precedente governo aveva messo dapprima a bando 500 milioni di euro, poi, siccome molti progetti si sono rivelati molto interessanti, “decise di finanziare tutti i progetti sulle periferie con 1,6 miliardi, c’erano interventi di riqualificazione”. E il rinvio, annota, mette in ginocchio anche i sindaci che hanno preso impegni e spesso hanno dato il via a progetti. Ha confermato Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria: “Assistiamo a un furto con destrezza. Abbiamo anche investitori privati, parliamo di progetti di riqualificazione ma anche di sicurezza urbana. Ci sono obblighi per tutti i sindaci destinatari di questo impegno firmato con palazzo Chigi del precedente governo. Oggi si parla di sospensione fino al 2020, si parla di governo di cambiamento, per quanto riguarda i Comuni è un cambiamento in peggio”.