L'impronta di un bambino di 700.000 anni, la scoperta di un gruppo di ricercatori italiani

Trovata nel sito di Melka Kunture in Etiopia, è la prima volta che vengono trovate tracce di un bambino

L'impronta

L'impronta

globalist 16 febbraio 2018

Le impronte di un gruppo di bambini vissuto sulla terra 700.000 mila anni fa sono rimaste conservate nel fango di uno stagno, accanto ai resti fossilizzati di un ippopotamo. È la straordinaria scoperta di un gruppo di ricercatori italiani dell'università di Cagliari, coordinati dalla dottoressa Margherita Mussi, avvenuta nel sito archeologico di Melka Kunture, in Etiopia. 


Dalle impronte i ricercatori sono stati in grado di capire che il più piccolo del gruppo di 3 bambini non camminava, ma era in piedi e si dondolava. Gli altri due, di età compresa tra i due e i tre anni, probabilmente si muovevano intorno ai genitori, impegnati a macellare l'ippopotamo, che avevano probabilmente appena cacciato. Si tratta di un vero e proprio 'ritratto di famiglia preistorica', il primo dove sono presenti dei bambini. 


Si trattava di una famiglia appartenenti alla specie di Homo heidelbergensis, un antenato in comune tra noi e i neandertaliani. Dalla scoperta è possibile dedurre che i bambini, in quel gruppo, seguivano i genitori anche nelle situazioni più pericolose, come ad esempio la caccia. 


Il sito di Melka Kunture è molto ricco di reperti grazie alle ceneri di un vulcano poco distante che si sono depositate al suolo, conservando le impronte per 700.000 anni.