La Cina mente sui numeri: se no perché i forni crematori resterebbero accesi 24 ore su 24?

Il Washington Post ha pubblicato le immagini satellitari di sei megalopoli cinesi che mostrano file ai crematori

La Cina mente sui numeri: se no perché i forni crematori resterebbero accesi 24 ore su 24?
Le immagini dal satellite
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11 Gennaio 2023 - 11.07


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Il Covid corre, ma i dati su ricoveri, terapie intensive e decessi in Cina rimangono opachi. Nonostante il Paese minimizzi, la pressione a cui è sottoposto tutto il sistema sanitario e lo stress di obitori e forni crematori che ha fatto seguito all’allentamento delle restrizioni anti-coronavirus stanno destando i dubbi della comunità internazionale, a partire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Le autorità di Pechino stanno sottostimando i numeri”, aveva detto poco prima di Natale Mike Ryan, capo delle Emergenze all’Oms di Ginevra. 

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Per fare luce sulla situazione, il Washington Post ha ottenuto e pubblicato alcune immagini satellitari riprese dalla società Maxar Techonologies. “Le pompe funebri di tutto il Paese hanno registrato un drammatico aumento dell’attività rispetto a pochi mesi fa e allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre i veicoli consegnano le salme e i residenti fanno la fila per far cremare i propri cari”, scrive il quotidiano americano, che nella sua inchiesta ha analizzato la situazione di sei megalopoli cinesi (Pechino, Kunming, Shanghai, Nanchino, Chengdu, Tangshan e Huzhou).  “I freezer sono pieni, e tutte le otto camere ardenti stanno operando 24 ore al giorno, sette giorni su sette”, ha detto alla testata la segretaria di un’impresa di pompe funebri, che è voluta rimanere anonima. La richiesta sarebbe così elevata che almeno quattro delle imprese di pompe funebri cinesi contattate dal WaPo hanno dichiarato di aver sospeso qualsiasi servizio funebre o commemorativo per i familiari del defunto, limitandosi a fornire uno spazio per la cremazione.

Le sono immagini sono state catturate all’inizio e alla fine di dicembre: la differenza tra i due momenti è evidente. Nell’immagine ripresa il 24 dicembre, ad esempio, in uno dei crematori della capitale è comparso un nuovo parcheggio per far fronte all’afflusso di clienti. Secondo la ricostruzione del quotidiano, il parcheggio nel crematorio di Tongzhou, alla periferia di Pechino, è stato realizzato attorno al 22 dicembre. Due giorni dopo, il giorno in cui è stata ripresa l’immagine dal satellite, c’erano oltre 100 auto parcheggiate con la polizia a regolare il traffico. Il quotidiano americano rivela, inoltre, che stando ad un rapporto del giornale governativo Youth Daily, poi cancellato, nella struttura si cremavano 150 cadaveri al giorno.

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La situazione, quindi, non trova riscontro nei dati comunicati dalla Commissione sanitaria nazionale, secondo cui i decessi per Covid registrati dall’inizio di dicembre sarebbero soltanto 40, per un totale di circa 2.500 dal gennaio 2020. Il gruppo di ricerca britannico Airfinity stima che i morti in realtà siano già 209mila e che si potrebbe raggiungere quota 1,7 milioni entro la fine di aprile. I dubbi riguardano anche le ospedalizzazioni. La dottoressa Jiaho Yahui, funzionaria della Commissione sanitaria nazionale, sostiene che solo l’8% dei pazienti che contraggono il Covid sviluppano polmonite e che la maggior parte di loro viene curata tranquillamente con trattamenti tempestivi. Altri fonti rivelano però che nelle maggiori città cinesi l’80% delle terapie intensive è occupato. Mancano, inoltre, i dati sulle aree più remote del Paese.

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