Oxfam, soldi spesi bene. Oggi più che mai

Per assicurare aiuti di prima necessità, acqua pulita a quante più persone possibile, Oxfam Italia lancia la campagna di raccolta fondi SALVIAMO VITE NELLE EMERGENZE

Oxfam, soldi spesi bene. Oggi più che mai
Bambini di Gaza
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

21 Marzo 2022 - 16.02


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Dare un senso alla propria vita è contribuire a salvarne tante altre. Un impegno che Oxfam porta avanti ogni giorno. Una quotidianità solidale. Dalla parte dei più indifesi, dei dimenticati, di quanti scappano da guerre, pulizie etniche, stupri di massa, povertà assoluta, sfruttamento inumano, disastri ambientali. Un impegno che Globalist ha costantemente documentato e che ha arricchito, culturalmente, i nostri lettori. Ma Oxfam non è un’Agenzia Onu, non ha finanziamenti istituzionalizzati. Non sbatte bimbi africani denutriti e malati nei suoi video, per le sue raccolte fondi. E poi Oxfam non fa la “piaciona”. Non si beve le veline di stato che tanto spazio godono sulla stampa mainstream. Oxfam racconta la realtà e intossica con narrazioni di comodo. Ai potenti della Terra, Oxfam dà fastidio. Una ragione in più per sostenerla.

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Salviamo vite nelle emergenze

Attualmente nel mondo sono oltre 82 milioni le persone in fuga da guerre devastanti e dimenticate, catastrofi climatiche, discriminazioni. 45 milioni sopravvivono al limite della carestia. 1 persona su 4 non ha accesso a fonti d’acqua pulita. Da poco meno di un mese la guerra in Ucraina ha ricacciato l’Europa e il mondo intero indietro di decenni, con la sua scia di morte e dolore. Centinaia di migliaia di rifugiati si sono ammassati in poche settimane ai confini con Polonia, Romania, Moldavia, Ungheria e potrebbero superare i 4 milioni in breve tempo. Ogni giorno, Oxfam risponde a circa 30 emergenze nel mondo – dove nell’ultimo anno ha soccorso 19,7 milioni di persone – per portare acqua pulita, cibo, ripari e kit di primo soccorso in paesi distrutti da anni di guerra come Yemen e Siria. Ora è anche al confine con l’Ucraina per aiutare le persone in fuga dalle bombe – soprattutto donne e bambini – garantendo cibo, assistenza legale e protezione.

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Per assicurare aiuti di prima necessità, acqua pulita a quante più persone possibile, Oxfam Italia lancia la campagna di raccolta fondi SALVIAMO VITE NELLE EMERGENZE. Fino al 9 aprile, si potrà offrire un piccolo, ma prezioso contributo con un SMS solidale o chiamata da telefono fisso al 45584.

“Tutte le emergenze hanno il volto dei milioni di persone costrette a lasciarsi tutto alle spalle, chiudendo la propria vita in una borsa. Come Oxfam, continuiamo a lavorare in paesi distrutti da anni di guerre e violenze, dove portiamo acqua pulita e servizi igienico-sanitari alle fasce più povere e vulnerabili della popolazione. –afferma Emilia Romano, presidente di Oxfam Italia – In questi giorni siamo arrivati anche in Polonia, Moldavia e Romania dove c’è bisogno di tutto e dove tocchiamo con mano la disperazione dei profughi che hanno perso tutto nel giro di poche ore. Con i fondi raccolti grazie alla campagna Salviamo vite nelle emergenze vogliamo soccorrere quante più persone possibile, a partire dai bambini, che soffrono più di tutti gli altri, e dalle donne, le prime a provvedere al fabbisogno della famiglia. Allo stesso tempo daremo una casa alle tante famiglie che stanno arrivando in Italia nei nostri centri di accoglienza, sostenendone – insieme ai nostri partner territoriali – il ritorno a una vita normale, anche se lontano da casa”.

Alla frontiera tra Moldavia e Ucraina c’è bisogno di tutto

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“Dopo lo scoppio della crisi siamo andati alla frontiera tra Moldavia e Ucraina per decidere con i colleghi quali fossero i bisogni primari su cui intervenire e ci siamo trovati davanti una situazione drammatica che rischia di peggiorare nelle prossime settimane, in un paese che è già al limite delle proprie possibilità di accoglienza. In Moldavia sono già transitati 350 mila profughi dall’Ucraina e 100 mila si sono fermati nel paese, dove adesso rappresentano il 5% della popolazione. – aggiunge Sorinel Ghetau, direttore dei Programmi di Oxfam Italia – Sono in gran parte donne e bambini, persone anziane o con disabilità che spesso arrivano senza soldi e documenti, perché costrette a fuggire all’improvviso. Per questo ci stiamo preparando ad aiutarli ad accedere ai servizi essenziali, ad avere un alloggio e beni di prima necessità, a non correre il rischio di restare vittime di fenomeni di sfruttamento. Fornendo loro i soldi necessari per far fronte alle spese di base o poter continuare il proprio viaggio verso altri paesi europei. Allo stesso tempo alla frontiera polacca dove stanno arrivando gran parte delle persone in fuga dal conflitto interverremo, come già facciamo in molte altre crisi, per fornire servizi igienico-sanitari, acqua pulita migliorando le condizioni nei centri di accoglienza temporanea”.

In Italia Oxfam si è fatta portavoce della richiesta al Governo: 

di cancellare immediatamente l’Ucraina dalla cosiddetta “lista dei paesi sicuri”, al fine di agevolare le richieste di protezione internazionale;

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 di provvedere senza indugio all’ampliamento dei posti del Sistema di Accoglienza e Integrazione, superando gli ostacoli burocratici in modo da garantire un’immediata attivazione delle strutture disponibili;

 di garantire alle persone ucraine residenti in Italia il rinnovo del permesso di soggiorno anche in assenza dei requisiti; 

 di sospendere eventuali procedure di rimpatrio forzato per quelle in posizione irregolare;

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 di facilitare le procedure di ricongiungimento familiare, attivabili da chi è già residente in Italia.

Le guerre dimenticate: 10 milioni di persone in fuga in Yemen e Siria

Solo in Yemen e Siria quasi 10 milioni di persone sono ancora in fuga dalla guerra e dalle sue conseguenze. Mentre la pandemia continua a fare vittime tra una popolazione in gran parte priva di vaccini e cure, oltre 33 milioni di persone non hanno accesso a fonti d’acqua sicure per far fronte alle necessità di ogni giorno.

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In Yemen oltre l’80% della popolazione continua a dipendere dagli aiuti umanitari; 2 yemeniti su 3, non possono contare su nessun servizio sanitario; in 18 milioni non hanno accesso all’acqua pulita. La guerra, iniziata il 26 marzo di 7 anni fa, non accenna a fermarsi, così come il massacro di civili che ha avuto un tragico incremento negli ultimi mesi e ha già causato oltre 18.500 vittime civili dal 2015. Più di 4,3 milioni di persone, di cui la metà bambini, sono stati costretti a fuggire dalle proprie case per cercare scampo da scontri sempre più aspri. Centinaia di migliaia di famiglie sono costrette a spostarsi di continuo, lungo la linea del fronte a Marib, per sfuggire dagli attacchi che non risparmiano obiettivi civili: campi profughi, ospedali, abitazioni, scuole, infrastrutture essenziali.

La Siria e il suo popolo affrontano una situazione non meno drammatica. Undici anni di conflitto (questo marzo) hanno prodotto la più grave emergenza profughi al mondo e ucciso centinaia di migliaia di persone. Nel paese 1 persona su 2 dipende dagli aiuti umanitari per sopravvivere e il 90% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. In molte parti del paese, i combattimenti si sono fermati e centinaia di migliaia di persone hanno fatto ritorno in città distrutte e prive di qualsiasi servizio. Basti pensare che 15,5 milioni di siriani non hanno accesso ad acqua pulita corrente. Mancano scuole, ospedali e infrastrutture idriche essenziali per prevenire la diffusione di malattie come tifo, colera, dissenteria e il Covid-19.

“Grazie ai fondi raccolti con la Campagna, oltre ad intervenire al fianco dei profughi ucraini, Oxfam potrà soccorrere oltre 130 mila persone – conclude Romano – Potremo continuare a portare acqua pulita in Siria agli sfollati nei Governatorati di Aleppo e Deir-ez-Zor, ripristinando le infrastrutture idriche essenziali. In Yemen, nei Territori Occupati Palestinesi, e in Iraq affiancheremo i nostri interventi per garantire acqua e servizi igienico-sanitari ai profughi interni e alle comunità più vulnerabili, con progetti in sostegno dei diritti delle donne. In Libano sosterremo l’occupazione a Tripoli e nelle città rurali più povere del nord del Paese, dove l’impatto della pandemia è stato devastante. Amplieremo i nostri interventi per mitigare l’impatto dell’emergenza Covid e dei cambiamenti climatici Africa: in Malawi, dove distribuiremo kit igienico sanitari e materiali utili alla prevenzione del Covid-19, nei distretti di Nsanje, Chikwawa, Phalombe e Lilongwe; in Mozambico, dove ripristineremo un importante impianto di drenaggio della pioggia nella città Chowke, per prevenire le inondazioni. In Sri Lanka, miglioreremo infine l’accesso alla salute e all’igiene nelle comunità rurali nelle province di Uva e Centrale, installando e costruendo pozzi con pompe manuali alimentate a energia solare”.

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Come fare la differenza a fianco di Oxfam

Fino al 9 aprile sarà quindi possibile donare 2 euro con sms al 45584, 5 e 10 euro con una chiamata dal telefono fisso, sempre allo stesso numero.

Con un contributo di:

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2 euro sarà possibile donare bustine potabilizzanti per purificare 200 litri di acqua, sufficienti al fabbisogno settimanale di una famiglia in emergenza, per bere, lavarsi e cucinare;

5 euro sarà possibile donare un telone impermeabile e resistente alle basse temperature per proteggere dal freddo chi è in fuga dalla guerra.  

10 euro sarà possibile donare un kit di emergenza completo a una famiglia: un recipiente che contiene bustine potabilizzanti, sapone disinfettante e detergenti, asciugamani e oggetti per la pulizia personale, per tenere lontane malattie e virus e garantire acqua pulita.

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Come donare

Fino al 9 aprile sarà possibile donare tramite il numero 45584:

2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari WindTre, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali;

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5 o 10 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45584 da rete fissa TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb e Tiscali;

5 euro anche per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile.

È inoltre possibile, specificando la causale “Salviamo vite”, donare tramite carta di credito su www.oxfam.it

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Quante volte, a conclusione degli articoli dedicati ai report di Oxfam, abbiamo scritto, pensando ai nostri governanti: ora non potete dire “non sapevamo”. Dalle guerre “dimenticate” – Siria, Yemen, Afghanistan, Africa subsahariana – alla tragedia quotidiana di Gaza. Dall’impegno all’inclusione, al lavoro nei lager delle isole greche (Lesbo etc.) dove, coi i soldi dell’Europa, da anni vengono rinchiusi migranti e rifugiati, trattati in modi che gridono vendetta. Come quell’umanità sofferente respinta dalla cosiddetta Guardia costiera libica, finanziata dall’Italia. Dalla rotta mediterranea alla rotta balcanica: Oxfam c’è. Dalla battaglia sui vaccini all’Africa, alla denuncia della “pandemia diseguale”. Oxfam, quelli che documentano come la pandemia ha raddoppiato le ricchezze dei Paperoni nel mondo. Oxfam, quelli che denunciano meno dell’1% dei vaccini ai Paesi poveri; quei vaccini che hanno costruito le fortune di 5 nuove società miliardarie. Oxfam che ricorda: in Africa 6 persone al minuto muoiono di fame. Oxfam, quelli che non credono che modernità sia sinonimo di disuguaglianza e che l’inclusione dei più deboli arricchisca una comunità nazionale. E che le diversità vanno valorizzate e non coartate.

Oxfam prende parte. Sì, è partigiana, nel senso più alto e nobile della parola.

Ma oggi la cosa che dobbiamo dire a noi stessi, è che sappiamo cosa fare per sostenere chi sta dalla parte giusta della barricata: Oxfam. Come fare ora lo sapete. Lo sappiamo.  Sono soldi spesi bene.

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