Il racconto della prof transgender di Ivrea: "A vent'anni usavo il foulard di mia madre. Ora mi sento riconosciuta"

Andrea Perinetti è docente di latino e greco al Liceo Botta di Ivrea (Torino). La scuola ha subito riconosciuto e accettato la professoressa: “I giovani sono più pronti ad affrontare la realtà degli adulti e degli anziani"

Andrea Perinetti, docente transgender

Andrea Perinetti, docente transgender

globalist 4 ottobre 2021
Andrea Perinetti, docente di latino e greco al Liceo Botta di Ivrea, in provincia di Torino ha racconta a Fanpage, il momento in cui ha scoperto di voler essere una donna.
“Quando a vent’anni ho provato il foulard di mia madre e il suo rossetto, per me è stata un’epifania”. 
La professoressa ha rivelato a studenti e colleghi il suo percorso di transizione. Una strada intrapresa un paio di anni fa e che la farà diventare donna anche di fronte alla legge.
A chi le chiede se ha vissuto una doppia vita la prof trasgender 61enne risponde come Pirandello: “Ciascuno di noi ha molte maschere, c’è chi le indossa per tutta la vita e c’è chi invece, a un certo punto, riesce a toglierle”.
L’insegnante spiega che i due anni trascorsi in Dad sono stati molto pesanti perché non riusciva a riconoscersi.
“Questi due anni in Dad sono stati terribili perché guardandomi in videochat non riuscivo più a riconoscermi, non riuscivo ad accettarmi”.
Perinetti ha sottolineato che il percorso che l’ha portata poi alla transizione è in realtà durato 40 anni, durante i quali ha anche costruito una famiglia.
”È un percorso che per me ha preso 40 anni di vita, ma non rimpiango niente, ho avuto una vita ricca, con due figli meravigliosi” ha affermato.
Negli ultimi 5 anni la donna ha lavorato sul suo cambiamento e negli ultimi due ha cominciato la terapia psicologica prima e ormonale poi. Quest’ultima l’ha portata poi a riconoscersi davanti allo specchio. Il Liceo Botta di Ivrea, oltre 1000 studenti, ha riconosciuto e accettato immediatamente la professoressa Perinetti, con attestati di stima e di coraggio.
“I giovani sono più pronti ad affrontare la realtà degli adulti e degli anziani, sono in grado di capire, di informarsi, di elaborare secondo la propria sensibilità. Sono felice di essere stata ben accolta e sono fiera che questo mio coming out possa aiutare molti altri a liberarsi delle proprie maschere” ha commentato la docente.