Crisanti durissimo con Zaia: "Si fida di chi dice che il virus è morto, intanto gli ospedali si riempiono di nuovo"

"Si sta dando la colpa agli immigrati – dice Crisanti – ma ci sono anche tantissimi italiani contagiati. Le esigenze politiche hanno prevalso sulle indicazioni della scienza"

Crisanti e Zaia

Crisanti e Zaia

globalist 19 luglio 2020
Durissimo attacco dell'epidemiologo Andrea Crisanti, capo del Comitato Tecnico scientifico del Veneto al Presidente Zaia: "Questo è il risultato della scelta di Zaia di affidarsi a persone che dicono che il virus è morto. E intanto gli ospedali tornano a riempirsi", dice Crisanti, riferendosi al rialzo dei numeri e ai nuovi focolai sul territorio. "Si sta dando la colpa agli immigrati – dice – ma ci sono anche tantissimi italiani contagiati".
"A un certo punto – spiega Crisanti al quotidiano – le esigenze politiche hanno prevalso sulle indicazioni della scienza. Era necessaria una comunicazione che invitasse a prudenza e responsabilità". A mancare, secondo lui, è stato il modello di contact tracing efficiente che aveva reso il Veneto un esempio da seguire. "La sorveglianza attiva era un concetto che avevo proposto io. Ora la maggior parte dei tamponi è stata fatta solo tra il personale sanitario, tralasciando completamente il territorio. Secondo Crisanti, "fino al 17 marzo le cose sono andate bene, poi lui è cambiato. Evidentemente gli ha dato fastidio la mia popolarità e ha voluto attribuire ad altri meriti che non erano loro. Ma non voglio essere associato alle cose che stanno succedendo oggi, il Veneto sta seguendo una linea opposta a quella in cui credo", conclude.