Il pro-Brexit: "Bloccato nella fila immigrazione, non ho votato per questo". Allora per cosa?

Colin Browning è un cittadino inglese il cui tweet in cui si lamenta che all'aeroporto di Schiphol, in Olanda, è rimasto bloccato nella fila dei passeggeri di paesi fuori dall'Unione. Che è ciò che comporta la Brexit

Brexit

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globalist 14 febbraio 2020
"Ve ne siete voluti andare. Ora attaccatevi". Più o meno è questo il tono dei commenti sotto un post di Colin Browning, cittadino inglese sovranista che su twitter, tra una bandiera britannica e l'altra, scrive 'Let's make Britain Great Again', ossia 'Rifacciamo grande la Gran Bretagna', versione anglosassone del famoso slogan di Trump. 
Colin è, come è facile immaginare, un 'brexiter', che ha votato per lasciare l'Unione Europea. Evidentemente non deve essere molto intelligente, visto che twitta, infastidito: "Servizio assolutamente disgustoso all'aeroporto di Schiphol (Olanda). 55 minuti bloccati nella  fila immigrazione. Questa non è la Brexit per cui ho votato".
Non si capisce per quale Brexit abbia votato Colin: forse, come la maggior parte dei sovranisti ignoranti, voleva scappare da tutte le responsabilità di far parte dell'Ue, senza però perdere i vantaggi. Peccato che non sia così e da quando la Brexit è entrata in vigore, voluta a furor di popolo, i cittadini inglesi non rientrano più nel trattato di Schengen, che stabilisce la libera circolazione dei cittadini europei negli Stati dell'Unione. Da quel momento in poi, per loro c'è la fila immigrazione, mentre il resto dei cittadini europei passano senza problemi. Gongolando, aggiungeremmo, come stanno facendo in molti su twitter: "Avete votato in Olanda? Possono fare quello che vogliono con i cittadini di stati che non sono dell'Unione. Si chiama sovranità. Magari ne hai sentito parlare" scrive in inglese un utente.