La storia di Ahmed, scappato dal Darfur e sbarcato a Lampedusa e oggi laureato a Torino

Dopo aver visto massacrata la sua famiglia, Ahmed è riuscito a fuggire ed è arrivato a Lampedusa dopo cinque anni di Odissea.

Ahmed Musa
Ahmed Musa
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5 Settembre 2019 - 19.57


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Ahmed Musa, 32 anni, è sbarcato a Lampedusa nel 2011 senza documenti, fuggito dal Sudan dove era incarcerato. Dato per morto, era stato abbandonato in un campo ed era stato salvato da dei contadini. Da lì parte un’Odissea durata cinque anni che alla fine lo ha portato in Italia. Quando era arrivato a Torino era stato costretto a dormire per strada, alla stazione Porta Nuova. 
Oggi Ahmed si è laureato a Torino con una tesi sui diritti umani nel Darfur, l’area da cui proviene e dove ha visto morire il padre e i suoi sei fratelli. Quando era ancora nel suo paese, Ahmed si era già laureato all’Università di Khartoum, in Economia. Si era anche sposato con una collega, al momento rifugiata in Norvegia, e con cui ha un figlio. 
“Lo studio – spiega Musa mentre attende di entrare a discutere la tesi, relatrice Valentina Pazé – è un mezzo per dimostrare che nessuno può distruggere la volontà di un altro. Con lo studio, mi hanno insegnato i miei genitori, puoi cambiare la vita tua e quella degli altri. Ecco perché ho fatto questa scelta. E’ stato difficile ma qui mi trovo benissimo, sono fuggito da una guerra e ora sono una persona normale”. 

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