A Matera il talento silenzioso di un migrante dà vita alla sartoria dell'integrazione

La cooperativa 'il Sicomoro' ha messo a disposizione di Ibrahim Savane, 29 anni arrivato in Italia nel 2016, una sartoria sociale per coinvolgere in attività laboratoriali cittadini e turisti.

Un frame del video

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globalist 13 maggio 2019

Cucire può essere considerata un’azione politica? Sì, se sei costretto a scappare dal tuo paese, la Costa d’Avorio, perché realizzi abiti per le “persone sbagliate” e se in Italia ti chiamano a dirigere una sartoria dell’integrazione nell’Italia dei “porti chiusi” di Matteo Salvini.

A Matera la cooperativa 'il Sicomoro' ha messo a disposizione di Ibrahim Savane, un giovane di 29 anni arrivato in Italia nel 2016 dopo la fuga dal suo paese di origine, una sartoria sociale per coinvolgere in attività laboratoriali cittadini e turisti.

La “Silent academy” è stato uno dei progetti finanziati dalla Fondazione Matera 2019 per l’anno della capitale europea della cultura. L’iniziativa si è ispirata alla Silent University, nata a Londra nel 2012 per dare una opportunità a talenti silenziosi, rimasti ai margini: profughi, migranti, richiedenti asilo. A Matera sono le competenze artigianali, di bottega, a essere messe a disposizione ma oltre a cucire abiti si tessono relazioni e si superano le barriere della diversità tra i tanti partecipanti.
La storia di Ibrahim e della prima collezione realizzata nella sua sartoria raccontata attraverso un video a 360 gradi realizzato da Michele de Sanctis, giornalista professionista che ha fondato MoreView, una start up specializzata in soluzioni digitali con contenuti multimediali a 360 gradi. Non è un modo di dire ma di girare e fruire i video, muovendo il mouse o lo smarphone è infatti possibile scegliere il proprio punto di vista.