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Harvard resta la migliore università al mondo, ma in classifica c'è anche Bologna

Il "2019 QS World University Rankings by Subject" ha stilato la classifica delle migliori 100 università al mondo. Presente anche l'Università di Bologna.

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globalist

27 Febbraio 2019 - 11.41


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Il “2019 QS World University Rankings by Subject”, la classifica annuale dei migliori atenei stilata da QS Quacquarelli Symonds, che ha comparato 1.200 università nel mondo, ha certificato che Harvard è la migliore università esistente.
L’unico ateneo italiano a comparire nella top 100 mondiale in tutte le cinque macroaree del sapere è l’Università di Bologna. Nella classifica, solo 7 università sono europee: oltre all’Università di Bologna, ci sono il Politecnico di Zurigo (Svizzera) e cinque atenei del Regno Unito (Cambridge, Oxford, Ucl, Manchester, Edimburgo).
Secondo il report, nonostante restino in vetta alla classifica, le università americane hanno però perso smalto, calando del 10% nelle performance rispetto al 2015 (e addirittura del 20% sul periodo precedente), in particolare nelle discipline umanistiche. “Assistiamo ad una progressiva erosione della preminenza delle università Usa – ha osservato il direttore della ricerca, Ben Sowter – sostituite, in alcune specializzazioni, da atenei dell’Australia, della Cina e della Gran Bretagna. A incidere sono anche i tagli ai finanziamenti e le restrizioni alla mobilità degli studenti”.
Migliorano invece le performance delle università inglesi, che sono diventate ancor più competitive degli anni passati, erodendo posizioni a quelle americane nelle stesse aree di studio. In particolare, l’Università di Oxford è la prima al mondo per cinque settori: Lingua e letteratura inglese, Farmacia e Farmacologia, Archeologia, Antropologia e Geografia.
Le università inglesi, inoltre, occupano posti di vertice in ben 34 materie delle 48 esaminate dallo studio. “Le performance degli atenei inglesi rimangono alte e competitive – osserva Sowter -. Tuttavia non sappiamo quanto l’impatto dell’imminente Brexit potrà incidere su questo quadro. Molti dei risultati importanti conseguiti dagli atenei inglesi in questi anni sono legati a collaborazioni con atenei e studiosi europei e a programmi europei, anche dal punto di vista dei finanziamenti”.
Per quanto riguarda l’Italia, il report ha classificato le università in base all’area di studi e alle singole discipline: ecco i risultati, dai quali emerge come, a livello geografico, le università più a sud di Roma non siano presenti.
 
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