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Tutti con i 'gilet': la moda passeggera delle proteste alimentate dal vuoto della politica

Gialli, arancioni, bianchi, rossi: in paese che non risconoscono più la differenza tra destra e sinistra resta solo il marketing dei simboli. Fuochi di paglia

Gilet Gialli a Sanremo
Gilet Gialli a Sanremo

globalist

15 Febbraio 2019 - 16.21


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I Gilet Gialli, in quanto tali, non c’entrano. O c’entrano poco.
C’entra piuttosto una politica degradata a livello di contenuti che ormai si basa tutta sulle mode passeggere e la ricerca dei simboli.

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Un marketing al ribasso per rimediare all’assenza di una visione complessiva della società che si esprime solo attraverso proteste corporative.
Abbiamo così visto che quello di Gilet Gialli è diventato un brand, che dopo pochi giorni ha avuto i suoi bei tentativi di imitazione in Italia.
Ma adesso ‘gilet’ è diventato simbolo di protesta e c’è stato un fiorire di imitazioni. I Gilet Gialli, poi da noi i Gilet Azzurri di Forza Italia. E ancora i gilet arancioni degli olivicoltori (sono stati usati anche dai camionisti dell’est Europa) fino ai gilet bianchi dei pensionati campani.
Senza dimenticare i gilet rossi tunisini, ossia il movimento che vorrebbe il rinnovamento del paese nordafricano.
Chi offre di più?
Una moda, destinata a finire come i calzoni scampanati, le midi-gonne, le ronde e l’onestà grillina.
Nel marasma di una politica senza punti di riferimento anche i gilet multicolori sono un simbolo della confusione. In attesa del prossimo colore.
(E. Con.)

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