Celebrare Charles Darwin ai tempi dei no-vax

Il 12 febbraio è il Charles Darwin Day: l'importanza di ricordare il grande scienziato nell'epoca in cui la verità scientifica soccombe alle urla dell'ignoranza

Un'illustrazione di Charles Darwin

Un'illustrazione di Charles Darwin

globalist 12 febbraio 2019

Il 12 febbraio del 1809 nasceva Charles Darwin e in tutto il mondo si organizzano eventi a memoria del padre dell’evoluzionismo. Ed è particolarmente importante celebrarlo in questo 2019 che vede il risorgere dai bui recessi dell’ignoranza umana i terrapiattisti quanto gli anti-vaccinisti, con la compagnia di vari e svariati complottisti, negazionisti e nemici giurati dell’ambiente umano.

Darwin ha donato all’umanità non soltanto una lanterna contro il buio dell’oscurantismo creazionista (e si rivolterebbe nella tomba a sapere che esistono ancora scuole, nel mondo e in Italia, in cui è la Bibbia e non ‘L’origine della specie’ la guida degli studenti), ma ha anche smantellato, con la sola forza della verità dei fatti e della concretezza scientifica, la credulità del popolo ignorante.

Oggi assistiamo al fenomeno opposto: con supporto di grida da babbuini, il popolino sta rivendicando il fantomatico diritto di avere un’opinione a scapito della realtà concreta: muoiono bambini per malattie che dovrebbero essere debellate, si torna a parlare di ‘razza pura’ in tutta Europa e contro ogni logica o istinto di conservazione, continuiamo ad ignorare per pigrizia gli allarmi che la natura ci sta lanciando, escludendo completamente la proposta verde dalle agende politiche dei nostri governi. Anzi, mettendo al potere chi, animato da un fuoco sacro di distruzione, sembra aver fatto della propria missione quello di trascinarci dritti in un medioevo post-atomico.

Per questo, celebrare Charles Darwin è oggi più importante che mai: rimettere la luce della ragione e della scienza al posto giusto, a guida del nostro pensiero, è l’unico modo per uscire da questi tempi bui.