L'anno che verrà: come i giallo-verdi gabberanno il popolo italiano

Dal reddito di cittadinanza alla quota 100: cronaca semi-seria su quello che ci aspetta

Luigi Di Maio, Giouseppe Conte e Matteo Salvini

Luigi Di Maio, Giouseppe Conte e Matteo Salvini

Claudio Visani 1 gennaio 2019

Gennaio. Il discorso di fine anno del presidente Mattarella ha scosso le coscienze. Bacchettate al "governo del cambiamento" su manovra, delegittimazione del Parlamento, tasse sul volontariato, sicurezza. In sintesi ha detto: "Siamo nelle mani di un branco di pazzi, faccio il possibile per tenere a galla la barca Italia". Immediate le repliche di Conte ("Padre Pio ci aiuterà"), Di Maio ("Prima di tutto voglio dire che la signora Anna che ha chiamato i carabinieri perché si sentiva sola, non è mia parente") e Salvini ("Il Parlamento è un bivacco di manipoli. Basta  immigrati, rom e froci. Tanti nemici tanto onore"). Risentita la mitica sottosegretaria Laura Castelli per la critica alla tassa sulla bontà: "Noi tassiamo solo i profitti del no profit".   


Febbraio. Il "governo del popolo" vara i decreti per il reddito di cittadinanza e quota 100. Avranno diritto ai 780 euro (che poi non sono soldi veri ma buoni da spendere con il bancomat della Casaleggio Associati) le famiglie che possono dimostrare di alimentarsi solo a pane e cicoria, i disoccupati disponibili a trasferirsi a Pomigliano d'Arco e Canicattì, gli inoccupati che giurano solennemente sul Sacro Blog di non voler più fare i bamboccioni, i pensionati al minimo che si impegnano davanti al notaio a non campare più di tre anni. Avranno diritto alla pensione con quota 100 le persone che hanno maturato quota 100 da almeno 5 anni (che se poi fa 105 o 110 è lo stesso), i lavoratori di cittadinanza Padana (che quelli del Sud sono tutti falsi lavoratori e falsi invalidi) e quelli esclusivamente di razza bianca che si impegnano per il prossimo giugno a partecipare al giuramento di Pontida contro l'Unione Europea e contro il Regno Borbonico (che non si sa mai con questo Di Maio vicepremier).


Marzo. Rimpasto nel "governo del cambiamento". Il ministro Tria, quando Salvini e Di Maio hanno capito che invece dei soldi per quota 100 e reddito di cittadinanza nella legge di bilancio ci sono clausole capestro sull'Iva per 50 miliardi concordate dal Tesoro con Moscovici, è fuggito a Bruxelles e ha chiesto asilo politico al Belgio. Al suo posto Casaleggio, tramite Conte, ha scelto come  nuovo ministro e vice premier Alessandro Di Battista, che dopo un anno passato a cazzeggiare ai Caraibi si era incontrato a fine anno col fratello coltello Di Maio sulla neve, in una baita trentina. Il Dibba s'era portato il pargolo ma se n'era andato senza. Di Maio risulta che si sia iscritto a un corso per baby sitter.


Aprile. L'entrata in vigore del reddito di cittadinanza deve essere rinviata a data da destinarsi perché le Poste hanno bisogno di almeno sei mesi per stampare le tessere bancomat della Casaleggio Associati e di altri sei per recapitarle ai beneficiari. Inoltre, i Centri per l'Impiego che dovevano identificare i beneficiari sono andati in tilt perché tutti gli impiegati si sono messi in malattia, le 4.000 nuove assunzioni promesse arriveranno, forse, solo da novembre e nessuno ha ancora capito chi cazzo sono i "navigator". Avanzando dei miliardi, si rafforza quota 100. Come contropartita Salvini garantisce ai Cinquestelle che la platea dei beneficiari verrà allargata anche agli scansafatiche del Sud.


Maggio. Colpo di scena alle elezioni europee. I partiti populisti che si ispirano ai vari Salvini, Le Pen, Orban, Strache, Kaczynski, escono clamorosamente sconfitti. A sorpresa vincono i popolari della Merkel e i verdi della Schulze. Quando i tedeschi so sono resi conto che rischiavano di essere governati dagli economisti della Lega (Borghi e Bagnai, entrambi fautori dell'uscita dall'euro) e da Grillo si sono buttati tutti sull'usato sicuro e sull'ambientalismo di sinistra, condizionando il voto anche in molti altri paesi europei. Socialisti e socialdemocratici, dopo aver perso mesi a litigare se costruire o no un fronte europeista con Macron mentre Macron si alleava con i liberali dell'Alde, sono quasi scomparsi, in gran parte assorbiti dai nuovi movimenti ambientalisti. Il Regno Unito, intanto, dopo aver mandato a casa la May e aver eletto premier Corbyn, chiede di tornare nella Ue.


Giugno. Si vota in Italia per le regionali. Salvini, vista l'aria che tira e visto che la Lega ha già speso anche i 49 milioni che doveva restituire allo Stato, torna ad allearsi con Berlusconi. Il centro-destra stravince le elezioni in quasi tutte le regioni. La Lega è il primo partito con oltre il 40%. Forza Italia scende al 5%, ma all'ex Cavaliere danno in mano un foglio dove risulta che è al 50% e lui si presenta gongolante in Tv annunciando che ora, con la maggioranza assoluta, potrà finalmente tagliare le tasse, creare un milione di posti di lavoro (ma non per i grillini, che non sanno neanche pulire i cessi) e comprare le dentiere a tutti i pensionati. Poi si riaddormenta. I Cinquestelle scendono al 20%. Le regioni rosse scompaiono. Il centrosinistra vince solo nel Trentino Alto Adige, dove il candidato di sinistra ha proposto la costruzione di un muro contro l'invasione degli immigrati e dei terroni padani e la doppia cittadinanza: trentino-altoatesina e austriaca.  Messaggio  alle due Camere di Mattarella, dalla Città del Vaticano: "L'Italia ce la farà".  


Luglio. La rivoluzione elettorale ridisegna gli equilibri di governo e si procede a un secondo, corposo rimpasto. Il Conte Pio, che dopo averlo ripetuto mille volte a se stesso davanti allo specchio si era convinto di essere davvero il premier, viene sostituito dal leghista Giorgetti. Il ministro Toninelli, che era andato a tagliare il nastro del ponte sullo Stretto non accorgendosi che era quello del plastico berlusconiano, viene mandato a dirigere i cantieri della Tav da dove annuncia che l'analisi costi-benefici  ha dimostrato l'utilità dell'opera a patto che nel tunnel ci siano anche un campo da golf, una pista ciclabile e un meetup per la raccolta fondi del M5S. Di Battista annuncia che tornerà in Sud America perché è meglio fare i reportage per Il Fatto che l'utile idiota di Salvini. Tanto vale - dice - che il vice premier lo faccia un idiota vero.  Voci di un imminente ritorno di Di Maio.  


Agosto. Il nuovo governo verde-nero con un po' di giallo esordisce chiudendo i porti a tutte le navi che non portano bandiera italiana tranne quelle che trasportano filippini e donne ucraine, perché nelle case della nuova borghesia "polenta e osei"  del Nord mancano colf e badanti. Gli immigrati africani ormai hanno preso altre rotte o marciscono nelle prigioni libiche, comunque evitano l'Italia. Scoppia l'emergenza occupazione al Sud e nelle industrie metalmeccaniche del Centro-Nord: non c'è più nessuno che vada a raccogliere i pomodori per 2 euro all'ora e a lavorare in fonderia.  Salvini annuncia che dopo aver stroncato l'immigrazione illegale ora il governo aprirà all'immigrazione legale: i "negri" potranno tornare in Italia "a patto che chiedano permesso, per favore e dicano grazie" di lavorare per due euro all'ora nei campi e nelle fonderie. Di Maio commenta che la questione dei flussi regolari dei migranti è sempre stata una bandiera del M5S ed è nel contratto di governo.


Settembre.  Ormai la politica si fa solo con i tweet e i post su Facebok e Instagram. Il governo passa più tempo sui social che a Palazzo Chigi e nei Ministeri. Dilagano i video di Salvini sulla ruspa contro i campi nomadi, in tenuta da poliziotto, carabiniere e vigile del fuoco per lo sgombero dei centri sociali, di case e sedi occupate (ad eccezione di quelle di Casa Pound), in felpa anti-gay alle manifestazioni per la famiglia. Spaccano sempre meno, invece, i video di Di Maio, impegnato nella raccolta di una quantità industriale di documenti per dimostrare a quelli delle Iene che il capanno da pesca trasformato in albergo con annesso lago di pesca sportiva a Pomigliano d'Arco era stato donato a un suo trisavolo dai Borbone e che l'abuso edilizio è avvenuto quando c'erano ancora i Savoia e lo Statuto Albertino.


Ottobre. Alla ripresa autunnale il vento comincia a cambiare anche in Italia. Il lavoro latita, il reddito di cittadinanza pure, la ripresa non c'è, il debito pubblico cresce, lo spread torna a salire, la crisi sociale alimenta nuove tensioni e insicurezze, nelle piazze esplode la protesta. Un'inchiesta Demos di Ilvo Diamanti pubblicata da Repubblica dice che gli italiani non credono più che a rubargli il lavoro siano gli immigrati, bensì i nuovi politici al potere che ormai fanno direttamente gran parte delle professioni anziché governare: comunicatori, giornalisti, pubblicitari, videomaker, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, ruspisti, ricercatori al catasto, talent scout di "navigator". Sono questi "tuttologi del nulla", dice l'inchiesta, che rubano il lavoro agli italiani. Visita di Mattarella e Francesco a Porta Pia. In un fuori onda si sente il presidente sussurrare al Papa: "E se questa volta foste voi ad annettere l'Italia?".


Novembre. Il vice premier Di Maio annuncia che le Poste hanno finito di stampare e distribuire le tessere Bancomat del reddito di cittadinanza e che nei Centri per l'Impiego sono stati assunti i primi mille "navigator". Per  Natale i beneficiari potranno fare la spesa nei centri commerciali, eccetto Unieuro; anche l'acquisto del panettone sarà legale. Aggiunge che per merito del "contratto di governo" e della "manovra del popolo" si sono liberati molti posti di lavoro nei campi di pomodori del Sud e nelle fonderie del Nord, cosìcché i "navigator"  potranno guidare chi ha diritto al reddito a una formazione mirata con sbocchi occupazionali certi. Naturalmente a chi rifiuterà quei lavori il "reddito" verrà tolto, perché "non è che lo diamo a chi vuole stare seduto sul divano".


Dicembre. Gli aspiranti pensionati di quota 100 si sono ridotti drasticamente dopo aver scoperto che prenderanno un terzo in meno di pensione e che dovranno occupare gran parte del loro tempo a fare gratis i badanti, colf e baby sitter perché, nel frattempo, lo Stato ha tagliato gran parte delle spese per il welfare e le famiglie si devono arrangiare. Intanto milioni di persone che speravano nel reddito di cittadinanza viste le nuove prospettive rinunciano a fare la domanda. Molti scelgono attività meno faticose e più redditizie, ora che Salvini ha cominciato a rimandare a casa gli spacciatori "negri" e le piazze controllate dalle mafie hanno bisogno di nuova manovalanza. La sicurezza nel Paese è sempre meno. Nonostante le minori spese per reddito e pensioni, nelle casse del Tesoro non c'è più un euro e l'Europa minaccia una nuova procedura di infrazione per il 2020. In un fuori onda prima del discorso di fine anno che sarà trasmesso da Radio e Tv Vaticane, Mattarella chiede a Francesco: "Ma voi li avete ancora i miliardi di Marcinkus?". Poi, nella diretta, si dice "fiducioso che l'Italia ce la farà".