Le Brigate Rosse diventano un gioco di ruolo: scopri dove hanno nascosto Dozier

Per tre giorni 140 partecipanti hanno impersonato terroristi e forze dell'ordine, rievocando con un gioco il sequestro del generale americano. Una pagina sanguinosa della storia può diventare burletta?

Alcuni dei partecipanti al gioco di ruolo nella foto pubblicata da La Stampa

Alcuni dei partecipanti al gioco di ruolo nella foto pubblicata da La Stampa

globalist 6 novembre 2017

Lo scopo del gioco - avete letto bene "gioco" - è trovare il covo dove le Brigate Rosse tennero sequestrato il generale americano James Lee Dozier. Non siamo a Padova, non è il 1981 e questa storia vera e drammatica, che per altro segnò il declino delle Br, è diventata un gioco di ruolo. Vi hanno preso parte 140 concorrenti che si sono sfidati nei ruoli di terroristi, estremisti di destra e sinistra, forze dell'ordine e Nocs a Bovvio Pellice, nel Torinese. Il gioco denominato "Ultimo covo" è stato organizzato da Terre Spezzate, un gruppo di appassionati di giochi di ruolo dal vivo. Si è svolto a ottobre in due partite da tre giorni ciascuna. A darne conto è il quotidiano La Stampa.
Nella presentazione viene specificato che "l'evento ha un’impostazione prettamente storica e realistica: “Ultimo Covo” è apertamente ispirato ai drammatici atti terroristici a cavallo tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80, e in particolare al Rapimento Dozier. Molti dei personaggi dell’evento sono modellati su figure storiche più o meno note del periodo degli Anni di Piombo. “Ultimo Covo”, nonostante queste premesse, non è una rievocazione storica - gli eventi messi in gioco sono tutti frutto della fantasia degli autori - sebbene stimolata e arricchita dal continuo confronto con la documentazione storica".
Il problemaè che gli  Anni di Piombo non possono essere liquidati con un gioco: c'è chi piange ancora le proprie vittime, c'è gente ancora in carcere. 


Come si ricorderà Dozier fu rapito dalle Brigate Rosse a Verona il 17 dicembre 1981 mentre era comandante della Nato nell'Europa Meridionale. Il sequestro avvenne nel suo appartamento a opera di un commando di tre uomini e una donna: Antonio Savasta, Pietro Vanzi, Cesare Di Lenardo e Barbara Balzerani, che entrarono in casa travestiti da idraulici. Un quarto brigatista, Giovanni Ciucci, rimase in strada alla guida dell'automezzo su cui venne caricato il generale. Dozier fu liberato a Padova il 28 gennaio 1982, al culmine delle indagini guidate da Umberto Improta, con un'incursione dei Nocs dopo 42 giorni in un'abitazione in via Pindemonte. L'allora presidente Usa, Ronald Reagan, si congratulò con il governo italiano per la liberazione del generale.