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Pipì molto "salata" per due ventenni liguri, la fanno in mare: multa da 3mila euro

Sorpresi dai carabinieri mentre facevano pipì dal molo a Monterosso, nelle Cinque terre. Inutili le proteste per una sanzione un po' esagerata.

Fanno pipì nel mare delle Cinque Terre
Fanno pipì nel mare delle Cinque Terre

globalist

1 Settembre 2017 - 09.47


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La pipì è pipì, a tutte le latitudini, soprattutto quando, per effetto di fattori esterni (come una bella bevuta di birra gelata) , spinge prepotentemente per uscire, sottoponendo chi ne è colpito ad una tortura che finisce solo quando il processo di espulsione è completato. Per molti uomini la pipì all’aperto è quasi un rito liberatorio, per alcuni un atto da fare in compagnia, in ossequio ad un malinteso senso di cameratismo. Per due ragazzi di Vernazza, invece, da oggi sarà il ricordo di una storia alla quale non riescono ancora a dare un senso, nonostante siano passati un paio di giorni. I due – di 20 e 23 anni – erano andati a Monterosso, nelle Cinque terre, per una festa dove, supponiamo, hanno fatto come tutti i partecipanti: ridere, scherzare e magari bere qualcosa di fresco. Una serata trascorsa in totale allegria e poi il ritorno a casa.

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Ma la natura ha le sue leggi e se l’organismo ti dice che devi liberarti in modo assolutamente naturale del liquido in eccedenza non c’è ”ma”, educazione o regola che regga. Certo, ci vuole un minimo di accortezza, c’é da cercare un posto che metta al riparo da sguardi indiscreti o indesiderati. Ci vuole, però, anche una bella botta di fortuna oppure c’é da sperare che la sfortuna si stia concentrando su altri soggetti su cui abbattere la sfiga. Una congiunzione astrale avversa ha, però, colpito di due ragazzi, che pure, per perfezionare il meccanismo di depurazione dell’organismo, avevano scelto un luogo ideale: il molo di Monterosso solitamente usato dai pescatori completamente al buio e totalmente deserto.

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La luna in cielo e davanti l’immensità del mare: cosa o dove cercare di meglio? Ma i naturali zampilli avevano appena toccato la superficie del mare che davanti ai due ragazzi si sono materializzati dei carabinieri che, sorprendendoli con i rispettivi corpi del reato ancora saldamente in mano, li hanno redarguiti, identificati e quindi verbalizzati, cioè multati di 3300 euro ciascuno per atti contrari alla pubblica decenza. Si dirà: ma con tutte le cose cattive che accadono a questo mondo, i carabinieri non avevano altro da fare? Certo, si potrebbe anche dire, ma se i carabinieri stavano facendo un giro di controllo ed hanno sorpreso i due avevano poche alternative: girarsi dall’altro lato o multarli. Che poi la multa di 3300 euro sia un’esagerazione non è colpa dei carabinieri, ai quali forse si poteva chiedere un po’ di buon senso perchè in fondo i due non hanno sporcato una strada o insozzato il muro, ma solo fatto la classica goccia nel mare. Una decisione, questa dei carabinieri, che forse fa felici i sostenitori della tolleranza zero, ma è esagerata, come peraltro la maleducazione che ormai permea la nostra società.

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