Addio a Laura Biagiotti, il volto gentile della moda

Era ricoverata all'ospedale Sant'Andrea di Roma dopo essere stata colpita da un arresto cardiaco

Laura Biagiotti con la figlia Lavinia
Laura Biagiotti con la figlia Lavinia
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26 Maggio 2017 - 07.17


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Una signora gentile. Andata via troppo presto: è morta Laura Biagiotti. La stilista italiana, che avrebbe compiuto 74 anni ad agosto, era ricoverata da mercoledì sera all’ospedale Sant’Andrea di Roma dopo essere stata colpita da un arresto cardiaco.
Le sue condizioni sono subito apparse gravissime. La notizia del decesso è stata diffusa in un tweet sul suo profilo ufficiale, un brano del Vangelo di San Giovanni scelto dalla figlia Lavinia: «Nella casa del padre mio vi sono molti posti. Se no, ve lo avrei detto. Io vado a preparavi un posto».
La lunga carriera

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La Biagiotti aveva festeggiato due anni fa alla Milano Fashion Week i 50 anni di carriera. Mezzo secolo di creatività che l’ha spinta a guidare il made in Italy – tra le poche stiliste donne, insieme a Krizia – alla conquista dei mercati globali, prima griffe italiana a sfilare in Cina nel 1988 e a varcare nel 1995 la soglia del Grande Teatro del Cremlino a Mosca.

Nata a Roma il 4 agosto 1943, dagli anni ’70 Laura Biagiotti detta la sua moda che punta su linee ampie che prendono forma attorno al corpo (sua l’invenzione dello stile “bambola”) e colori legati alla sua città il bianco in primis, e il rosso. La sua carriera inizia negli anni ’60 quando, seguendo le orme della madre, Delia Soldaini Biagiotti, fondatrice di un atelier, comincia a collaborare con i grandi nomi della moda italiana, da Roberto Capucci a Rocco Barocco.
Nel 1966 la sua prima collezione per Schuberth. Nel 1972 la prima personale a Firenze. Dal 1980 vive e lavora nella campagna romana di Guidonia, nel castello Marco Simone, dell’XI secolo, riportato all’antico splendore assieme al marito Gianni Cigna, prematuramente scomparso nell’agosto 1996. Dall’unione è nata la figlia Lavinia, entrata in azienda nel 1997 e divenuta vice presidente dal 2005.
Molti i riconoscimenti collezionati da Laura Biagiotti nella sua lunga carriera: nel 1992 a New York il premio Donna dell’Anno; nel 1993, a Pechino, il trofeo Marco Polo per aver portato l’industria italiana in Cina; nel 1995 l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Scalfaro per l’alto contributo dato alla diffusione del prestigio del Made in Italy nel mondo. E ancora il premio Marisa Bellisario e il premio speciale alla Carriera della Camera Nazionale della Moda, la Lupa capitolina, il Leone Cristallo alla Carriera – Premio Casinò di Venezia, il premio Leonardo.
Da sempre promotrice della cultura, ha sponsorizzato il recupero di un piviale ricamato custodito a Milano al Museo Poldi Pezzoli il cui disegno si è rivelato essere autentico di Botticelli. Nel 1998 la Laura Biagiotti Parfums porta agli antichi splendori la Scala Cordonata del Campidoglio, disegnata da Michelangelo. Nel 2003 dona il nuovo Grande Sipario al Teatro La Fenice di Venezia, dopo che l’originale era stato distrutto dall’incendio.
Con il marito raccoglie il nucleo più importante di quadri del pittore futurista Giacomo Balla: la collezione è stata esposta nel 1996 a Mosca nel Museo Puskin e nel 1998 a Roma nel Chiostro del Bramante. Nel 1999 l’accordo di sponsorizzazione con il Piccolo Teatro Studio di Milano. Nel febbraio 2007, con il ministro dei Beni culturali Rutelli e il presidente di Procter&Gamble Italia Vito Varvaro, il via ai restauri delle Fontane di Piazza Farnese.
Laura e Lavinia Biagiotti introducono per prime la sinergia tra moda e sport. Nell’ottobre 2000 gran parte dei campioni dell’Olimpiade di Sidney sfilano per Laura Biagiotti avvolti in un tricolore di cashmere. La stilista è la prima italiana a investire nel golf: nel 1991 inaugura il Marco Simone Golf, uno tra i più bei campi italiani, alle porte di Roma.

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