Eliminare i rifiuti plastici attraverso le stampanti 3D

Stampare tridimensionale utilizzando la plastica: questo l'obiettivo di Ictp di Trieste.

Stampante 3D

Stampante 3D

globalist 24 febbraio 2017

La stampa 3d al servizio della sostenibilità. Ecco il perno di un progetto promosso dallo Scientific Fablab, laboratorio parte del Centro internazionale di fisica teorica (Ictp) di Trieste: mettere a punto un processo di stampa amico dell’ambiente, che ha l’obiettivo di eliminare i rifiuti plastici riciclandoli attraverso tecnologie low cost. adatte anche nei contesti più poveri.


È quello che ha spiegato al Corriere Innovazione Carlo Fonda, ricercatore che gestisce lo SciFabLab assieme al suo collega Enrique Canessa, fisico italo-cileno: “Ci siamo sempre occupati di stampa 3D a basso costo per applicazioni scientifiche ed educative nei Paesi in via di sviluppo. Quando queste stampanti vengono inviate ai Paesi in via di sviluppo, dove le risorse scarseggiano, il costo è basso e adeguato al contesto economico e la formazione viene fornita dall’ICTP. «In linea teorica, quindi, l’empowerment tecnologico può essere poi messo in atto dai ricercatori locali», ha commentato Fonda. 


Tentativi di produrre questa tipologia di stampanti sono stati attivati da NGO internazionali, Teach for Trade, che sta sviluppando un protocollo internazionale di scambio equo di filamenti prodotti localmente. «Questa soluzione non è ancora pienamente applicabile, perché comporta periodicamente la spedizione di decine di chili di plastica. La plastica è inoltre un materiale inquinante, quindi l’ideale è produrne il meno possibile, specie dove non c’è un sistema adeguato per il riciclo dei rifiuti», ha precisato Fonda.


Qualora il progetto dovesse prendere corpo e concretizzarsi, potrebbe comportare una vera rivoluzione, in grado di avere un grande impatto in termini eco-ambientali e di innovazione. Le stampanti 3d sembrano rappresentare davvero il futuro.