iMollo ha fatto fuori la posta elettronica

E' un sistema progettato per rendere semplice, sicura ed efficiente la condivisione dei file e delle informazioni attraverso un sistema di tipo cloud. [Pino Bruno]

redazione 20 giugno 2012
[b]di Pino Bruno
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Che rottura di scatole spedire via mail un file di grandi dimensioni! Diciamola tutta, per questo tipo di operazioni la posta elettronica è ormai un vecchio arnese. Meglio aimollarli i filmati, le foto ad alta risoluzione, i sonori, i documenti corposi. Con iMollo, appunto, utile prodotto gratuito partorito dall’omonima startup pugliese che si è aggiudicata il premio “Talento delle idee” promosso da Confindustria e Unicredit per segnalare e gratificare i giovani imprenditori più innovativi.



iMollo è “un sistema evoluto progettato appositamente per rendere semplice, sicura ed efficiente la condivisione dei file e delle informazioni attraverso un’interfaccia desktop e un sistema di tipo cloud”.



“Metteteci alla prova – dice Raffaele Lafortezza, ideatore del progetto – scaricate gratuitamente iMollo, nella versione beta (da www.imollo.com) e sin dal primo utilizzo capirete che siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione“.



La versione beta – usata da più di cinquemila utenti – è già un ricordo del passato. “Da pochi giorni – fa sapere lo Strategic Planner Gianni Serrano – è disponibile online iMollo 2.0, progettato per integrare funzioni tipiche dei sistemi cloud con funzioni di comunicazione e networking online”.



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Come si usa? Facile come bere un bicchier d’acqua, a prova di analfabeti digitali cronici. Si scarica e si installa il software – per Windows e Mac – poi si clicca su iMollo, si trascina il file da spedire sull’icona del tunnel, che è anche il logo del prodotto, e si spinge invio. Il destinatario cliccherà a sua volta sul link per prelevare il file. Se il suo computer è spento, al riavvio troverà una notifica sul desktop.

Addio lunghe attese, addio messaggi di oversize, sberleffi alle connessioni lente, alla banda carente, alla babele dei protocolli, alla capienza insufficiente dei vari Dropbox, Google Drive, SkyDrive. E’ come avere una nuvola sterminata.



Ecco, ti ho appena aimollato un file da cinquecento megabait…





PS. Mi dicono da iMollo che l’attuale limite di 300 MB per ogni singolo file sarà presto elevato a 500 MB. Per dimensioni maggiori ci sarà da pagare…




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