Da fioraia a fumettista, la storia di Alessia. "Ho avverato il mio sogno"

L'Accademia delle belle arti, i viaggi a Lucca Comics, i curricula cestinati. Una ragazza romana è alla sua prima pubblicazione con un casa editrice francese.

Da fioraia a fumettista, la storia di Alessia. "Ho avverato il mio sogno"
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18 Ottobre 2014 - 16.06


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di Claudio Bellumori

Alla vita bisogna dare del tu. Anche quando il mondo sembra che giri al contrario. Alessia De Vincenzi non ha mai perso il sorriso. E dopo una corsa tra tavole e pennelli, l’8 ottobre ha potuto coronare il suo sogno ovvero pubblicare un fumetto, “Frédegondé, la sanguinaire”. L’opera è stata commissionata dalla Francia (edizioni Delcourt)e quindi la gioia è stata doppia. L’8 novembre ci sarà la presentazione alla libreria Aventure, in via del Vantaggio. A Roma Post la giovane disegnatrice ha raccontato la sua esperienza.

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“Ho sempre disegnato, sin da piccola. Forse ho ereditato una dote di famiglia: mio padre faceva ritratti e mia madre composizioni in acquarello. Gli studi artistici (liceo e poi Accademia delle belle arti) son stati un po’ una scelta e in parte un compromesso, le scuole di fumetti all’epoca non potevo permettermele economicamente”.

Alessia, così, ha intrapreso il percorso nel mondo del fumetto da autodidatta “leggendo, studiando e ridisegnando i manga che ‘giravano’ al Liceo. A scuola mi dicevano che ero brava, che dovevo provare a far vedere qualcosa dei miei lavori. Perciò mi sono fatta coraggio, ho preparato il mio primo book e con gli amici abbiamo fatto tappa ‘Lucca Comics’”.

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Per quattro anni Alessia ha girato in lungo in largo solo per prendere contatti con qualche editore. E le risposte sono sempre state le stesse “sei brava, ti faremo sapere”. Le mail, manco a dirlo, venivano cestinate.
“Terminata l’Accademia qualcosa dovevo pur fare. A casa voler essere una fumettista suonava quasi come lo status di una frikkettona senza futuro. Quindi ho cercato un impiego perché qualcosa dovevo guadagnare”.
La lista dei lavori è varia: commessa di negozio di giocattoli, assistente museale in sostituzione ai fissi, ritratti e quadri stile fotocopia su commissione, fioraia.

“Il sogno lo avevo messo nel cassetto, quasi dimenticato. Finché non ho ‘sbroccato’ alla mia capa, dopo l’ennesima richiesta di straordinari disumani. Ho deciso di riprovarci seriamente, mi sono data due anni come ultimatum. E se non fossi riuscita a trovare nulla in quell’ambito, mi sarei fatta andar bene qualsiasi altra cosa. Non so come funziona, se è stata una fatalità o il karma. Fatto sta che nel momento in cui ho deciso di portare avanti il mio sogno, tutto si è mosso. E tutto si è incastrato alla perfezione”.
Il viaggio di Alessia è cambiato con un colpo di matita. “Ho incontrato Riccardo Federici, seguito e stimato prima tramite Facebook, poi dal vivo grazie al mio fidanzato, Diego, che nel frattempo era diventato suo allievo. Riccardo era già alla sua terza pubblicazione in Francia, ed era alla ricerca di una storyboarder per un progetto da svolgere in team, per la Delcourt”.

Al colloquio Alessia era tesa “come una corda di violino, già conoscere di persona un artista del suo calibro per me era un privilegio. Mi disse che avevo una buona regia e mi diede l’opportunità di fare una prova su una pagina di sceneggiatura. Tutto andò bene e firmai il mio primo contratto con una delle case editrici più importanti della Francia. A Riccardo posso solo dire grazie, soprattutto per aver creduto in me dopo anni trascorsi a spedire curriculum”.

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Adesso le giornate sono dure, perché “sono rincorsa da continue scadenze lavorative, la vita sociale zero. I momenti di cedimento ce ne sono, ma la felicità di fare un lavoro che hai sempre sognato vince su tutto”.

Quando le giornate sono buie, Alessia prende la gomma, cancella tutto e getta il colore. I viaggi a vuoto sono solo un ricordo.

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