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Sei storie Disney che non crederete vere

Un sito americano è pronto a farvi cambiare idea per sempre su Pippo, Pluto e Paperino. Cracked.com ci rinfresca la memoria su alcune storie della banda Disney.

Sei storie Disney che non crederete vere

Desk

5 Febbraio 2013 - 18.08


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di Ivo Mej 6. Topolino contro la Gonorrea

I fumetti possono essere una grande fonte di educazione ma in questo caso si è un po’ esagerato. La storia pubblicata il 4 aprile del 1944, a Guerra ancora in corso, viene pubblicata sulla rivista Look e illustra I grandi benefici dei sulfamidici per combattere la pericolosa malattia sessualmente trasmissibile. Al governo UIsa dell’epoca devono avere pensato che nessuno meglio di un topo potesse spiegare la profilassi e la cura per la Gonorrea. La cosa inquietante è che nel fumetto lo stesso Topolino testa le medicine sui… topi!

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“Posso aiutarti con l’infezione, Topolino ma per l’herpes non posso fare niente” dice il cane medico allo sbigottito Mickey.

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Ma – diciamoci la verità – perché uno come Topolino ha bisogno di sulfamidici per la gonorrea? Forse una tresca con Clarabella? E’ il primo indizio che a casa Disney ci deve essere parecchia promiscuità. Infatti, al numero cinque…

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5. Zio Paperone e la schiava sessuale

Zio Paperone, malgrado la sua proverbiale avarizia, è pur sempre uno dei personaggi più amati dell’universo Disney. Ma forse perché non tutti conoscono la stioria della sua vera e propria schiava sessuale. Nella storia Duck Tales, del 1953, Paperone infatti racconta dei bei tempi dello Yukon e di quando era cercatore d’oro. In quella occasione per un intero mese, tenne segregata e verosimilmente abusò di Goldie, una appetitosa paperetta che faceva la cameriera in un pub. Questa viene rapita dallo zione e forzata a vivere e lavorare con lui per recuperare l’oro che Paperone aveva perso. “Continua a scavare o non avrai nessun piatto di minestra!” le dice minaccioso in una vignetta, chiarendo i rapporti di forza.

Ma cosa accadde esattamente tra I due durante un intero mese solitario su una montagna in mezzo al nulla? I fan all’epoca se lo chiesero e una striscia successiva lo chiarisce. Tre avvocati partono per cercare la povera Goldie scomparsa ma quando arrivano alla baracca di Paperone, sentono degli strani rumori. Il più giovane dei legali vorrebbe intervenire, ma l’anziano del gruppo ha capito tutto e lo dissuade, spiegando che non c’è nulla di illegale “in due paperi che ‘paperano’ consenzienti”! La mattina seguente, finalmente zio Paperone decide di lasciare andare Goldie pagandole il disturbo… Pochi centesimi che lei rifiuta sdegnosa.

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Ma la prova del sesso tra i due – direte – non c’è veramente. Solo illazioni! Già, ma c’è un’altra storia di zio Paperone, molto più recente, del 2002, che ha ispirato addirittura il film Inception. Qui la Banda Bassotti entra in un sogno di zio Paperone per rubargli dei segreti, seguiti anche da Paperino. Non immaginate chi incontrano ad un certo punto? Proprio la mai dimenticata Goldie al cospetto della quale Paperone suda freddo…

4. Topolino tenta ripetutamente il suicidio

Nel corso della grande depressione del 1930 la gente in America era più che disperata. Per distrarsi non poteva neanche andare al cinema, a causa della povertà diffusa. Il massimo che potessero fare era spendere 25 cents per comprare un giornale e leggere l’ultima striscia di Topolino nelle cui vignette finali si poteva leggere, a mo’ di scherzo: “la vita è una prigione e la morte è la chiave per uscire!” E Topolino cercava una pistola! A quanto pare, la storia venne suggerita dallo stesso Walt Disney, che aveva visto una gag simile in un film muto degli anni ’20. L’intera storia parlava infatti dell’innamoramento di Minnie per un altro spasimante, rendendo la vita di Topolino così miserabile da fargli tentare di uccidersi per tutta la settimana successiva. I metodi sono i più vari, dal buttarsi da un ponte ad aprire il gas in casa e coricarsi.

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Naturalmente, tutti i tentative suicidi di Topolino falliscono e alla fine, quando si prepara ad impiccarsi, realizza di essere circondato da una natura meravigliosa, con tutti i suoi adorabili animaletti.

Evidentemente alla Disney non si preoccupavano molto del fatto che centinaia di bambini potessero volere emulare le gesta del loro beniamino, finché non furono gli editori dei giornali a chiedere che cessassero i tentativi di suicidio del topo.

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3. Paperino piromane

Perdente nato, Paperino può vantare delle storie molto più varie e interessanti di Topolino, diventando, di volta in volta, eroe o cattivo della vicenda. In una di queste, Disney lo rende addirittura desideroso di bruciare vivi i suoi tre nipotini.



In questa storia pubblicata nel 1945 Paperino batte la testa e diventa un furioo piromane, cercando di bruciare la sua propria casa mentre Qui Quo e Qua stanno dormendo. Fortunatamente i tre scaltri paperetti si svegliano e gli chiedono conto del suo comportamento ma lui – semplicemente – brandisce davanti alle loro facce una minacciosa torcia. La storia prende una piega pericolosa perché scatena un emulo piromane e allora i ragazzi convincono Paperino ad aiutarli a sgominarlo. Alla fine si scoprirà che è stato tutto un sogno.

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2. La morte di Topolino e il suo smembramento

Il libro di Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, si ispira ad una popolare filastrocca per bambini che parla lievemente della fine di tutti i protagonisti. La storia di Topolino del 1935 ‘Dieci piccoli Topolino’ si rifà proprio a questa canzoncina. In essa, dieci figli illegittimi del topo o dei suoi cloni muoiono uno dopo l’altro. Uno dopo l’altro, vediamo un Topolino saltare in aria a causa di un’esplosione, un altro risucchiato e fatto a pezzi dall’elica di un aeroplano, un altro mangiato vivo da uno scimpanzé gigante e, via via, ne rimangono in vita solo due.

Traumatizzati da tutto quello che hanno visto, i due superstiti tentano il suicidio ma il destino vuole che restino in vita, sì, ma con un sorriso stampato in faccia come zombie, visto che le loro anime hanno abbandonato i rispettivi corpi.

La grottesca parata degna di edgar Allan Poe termina con…

1. Topolino e Pippo, spacciatori di anfetamine

Questa proprio non ve l’aspettavate. Non possono essere loro… Eppure…
Nel 1950, quando questa storia venne pubblicata, l’uso deùi anfetamine era legale in America. Disney evidentemente pensò di dare una mano al commercio di questa nuova medicina facendo diventare Topolino un drogato, con Pippo che esclamava estasiato: “…e sa di cioccolato!”

La storia inizia con Pippo che prende un campioncino di una sostanza chiamata (ironia della sorte) ‘Peppo’ dividendola con Topolino il quale subito suggerisce di commercializzarla invece di usarla soltanto. Purtroppo I due scoprono che I commercianti di Peppo sono diffuse in tutto il Paese, così cercano di andarla a vendere in un villaggio africano dove però sembrano non apprezzarla troppo.

Purtroppo per i due aspiranti spacciatori, i locali preferiscono l’hashish e il locale stregone li minaccia seriamente. Allora Topolino ha l’ultima brillante idea: mentre il re del villaggio dorme in preda alla droga, gli versa in bocca un flacone di anfetamina, facendolo saltare sul letto. Gli sarà venuto un infarto? Comunque lo stregone dell’hashish viene condannato per il crimine di addormentare la popolazione e Pippo e Topolino possono spacciare in pace le loro anfetamine. Non c’è che dire: ancora una volta le storie Disney si rivelano ancora una volta perfette per i più piccoli.

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