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Le dieci cose tech del 2012

È tempo di bilanci. Vediamo quali sono stati i gadget che hanno cambiato maggiormente la nostra vita quest'anno (e che lasceranno poi il tempo che trovano).

Le dieci cose tech del 2012

Desk

31 Dicembre 2012 - 10.00


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di Ivo Mej

Il tempo dei bilanci viene e va… parafrasando Battiato, anche per questa prima dozzina d’anni del terzo millennio è arrivato il momento di tirare le somme su quanto la tecnologia umana ha escogitato, ufficialmente per migliorarci la vita, ma in realtà per produrre ingenti guadagni a rapaci multinazionali o brillanti startup.

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Top right Mobile

Come ogni anno, la prestigiosa rivista Time pubblica una sua lista dei dieci gadget più significativi del 2012 e perciò anche noi non siamo da meno. Tuttavia, in molti casi la lista non coincide, neanche per posizione in classifica.

Middle placement Mobile

Ecco allora i dieci oggetti che, secondo il nostro sindacabilissimo giudizio, lasceranno la loro impronta sull’anno che scema nel nulla e che tra altri dodici anni probabilmente rievocheremo con tenerezza, come oggi facciamo con il Commodore 64…

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1. Iphone 5. Il primo posto è indubbio. Apple è la regina delle Aziende mondiali e negli ultimi vent’anni non c’è bilancio dicembrino che possa prescindere dal lancio di un suo prodotto. Certo, l’Iphone 5 è il primo ‘P.S.J.’ (post Steve Jobs) e – a dirla tutta – non ha proprio niente di geniale rispetto a tutte le precedenti ‘invenzioni’ targate Apple. Sì, la definizione dell’immagine è un po’ meglio del 4s, lo schermo è un po’ più grande del 4s, il peso è un po’ inferiore al 4s ma, certo, quando i prodotti li lanciava Steve non erano questi i paragoni che si facevano. Semplicemente, non ce n’erano.

2. Microsoft Surface. Da almeno dieci anni la Azienda di Redmond presenta il suo sistema touch a tutte le fiere di settore; è stato preconizzato e copiato da Minority Report e, finalmente, nel 2012, diventa realtà. Il sistema gestuale a tocco di Windows 8, in un empito di entusiasmo ha indotto Microsoft a lanciare il suo primo prodotto hardware in 37 anni: una tavoletta. Ma che sono pazzi? Eppure ‘the new big thing’ del 2012 nel settore tablet è questa, non certo l’Ipad3 né tantomeno l’Ipad mini. Peccato solo che in Italia non sia arrivato in tempo per fine anno.

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3. Lytro. Con un nome così, in Italia non avrebbe un grande appeal tecnologico, rievocando piuttosto pantagrueliche gite fuori porta. Si tratta invece di una formidabile macchina fotografica digitale o, meglio, di un sistema di fotografia completamente diverso da quello cui siamo abituati. Innanzitutto nel formato: fa foto con un monitor grande come un Iphone. Inoltre, il fuoco si stabilisce successivamente, al computer, visto che Lytro cattura non un solo un punto focale come fanno le altre macchine, ma colore, direzione e intensità dell’intero campo di luce compreso nell’inquadratura. Come un occhio vero, influenzato nelle sue selezioni dal cervello.

4. Nintendo WII U. Nel 2006 WII fu determinante per sradicare dalle poltrone le terga dei videogiocatori. Negli ultimi anni Playstation e soprattutto Xbox con Kinetic avevano messo un po’ in ombra la console bianca. Oggi WII U merita il quarto posto tra gli oggetti 2012 grazie al nuovo controller dotato di schermo touch da 6,2” in grado di interagire con il televisore sul quale si gioca e la possibilità di connettere svariati giocatori non solo per il gioco con il Miiverse. Altro punto di forza, il lettore ottico: ha una velocità di trasmissione dati doppia rispetto a PlayStation 3 o Xbox 360. E WII U si connette anche in tempo reale ai social network per fare sapere agli amici quanto siete bravi. Peccato che loro, nel frattempo, stiano giocando a Dragon City, con il loro tablet, su Facebook.

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5. I’m Watch. L’unico gadget italiano. Lo fanno vicino Vicenza due ragazzi attorno ai trent’anni, Manuel Zanella e Massimiliano Bertolini. Lanciato il 10 gennaio al CES di Las Vegas, proietta i due startupper nell’olimpo degli inventori mondiali. I’m Watch sembra un orologio (e lo è) ma si connette allo smartphone diventandone una estensione vera e propria: ci leggete le mail e ci parlate, proprio come preconizzato nel fumetto Dick Tracy. Per adesso gli ordini fioccano, ma solo negli USA.

6. Nest. In Italia sono in pochi a sapere di cosa si tratta. Nest, in realtà, rappresenta l’applicazione della tecnologia più raffinata ad una delle cose più banali: il termostato. Non a caso, lo hanno inventato due transfughi della Apple, Tony Fadell e Matt Rogers. Riflettendo sul fatto che il 90 percento degli americani non programma il proprio termostato, ne hanno inventato uno che si auto programma ‘imparando’ dai comportamenti del proprietario, arrivando a fargli risparmiare il 20 percento dell’energia domestica. Basta accenderlo, alzare e abbassare la temperatura la prima settimana di uso, e Nest farà da solo per il resto della sua vita. O della vostra…

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7. Nikon 1. Non è una macchina fotografica ma un intero sistema. Non è una rivoluzione come quella di Lytro, ma un giorno forse sarà ricordata come l’anello di collegamento tra la macchina fotografica e la telecamera. Con il sistema 1, infatti Nikon si fregia di avere inventato la ‘fotografia dinamica’, che vuol dire scattare 60 fotogrammi al secondo (anche nell’attimo precedente e successivo allo scatto !) e scegliere successivamente quello che vi piace di più come foto. In realtà i fotografi professionisti conoscono bene questo modo di lavorare con la costosissima videocamera Phantom V210, che gira a 2000 fotogrammi al secondo, ma da quest’anno con le Nikon 1 tutti si possono sentire Elliott Erwitt o Robert Mapplethorpe.

8. BioLite. In Italia è conosciuto soprattutto grazie al video di Vimeo (http://vimeo.com/41198061) più che per averlo visto in negozio. E’ l’uovo di Colombo applicato alla ricarica dei propri dispositivi elettronici. Vi trovate in un deserto? In un bosco? In una villa di Berlusconi? Non c’è problema, Biolite produce energia nel modo più tradizionale: bruciando materiale infiammabile. E infatti Biolite è una specie di fustino di latta con tanto di presa usb nel quale trasformare l’energia termica in elettrica. I guai iniziano quando anche le pigne cominciano a scarseggiare. Oppure se piove…

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9. Twitter. Non è certo una novità del 2012, ma è questo l’anno che ne ha visto il boom italiano. Merito di Fiorello, innanzitutto, che con ‘Il più grande spettacolo dopo il weekend’ ha dato l’impulso decisivo perché il sonnacchioso utente italiano si svegliasse e perché i politici cominciassero a cercare di imitarlo. Non parliamo poi dell’ultimo colpo di scena: @pontifex, il papa cinguettante. Chissà se l’attuale patron del social network, Evan Williams, si è dovuto convertire per una tale pubblicità.

10. Ultrabook. La rivincita dei computer portatili portatili. Dieci anni fa averne uno con schermo maggiore di 12 pollici era inconcepibile. Poi sono arrivati i netbook. Non servivano quasi a niente ma erano piccoli piccoli. Entusiasmo! Salvo rendersi conto che quegli schermetti da 7 e 10 pollici erano davvero troppo microscopici per lavorare. I portatili sono allora cresciuti a 15,6 e addirittura a 17 pollici! L’esplosione dei tablet, purtroppo, ha immediatamente ‘dinosaurizzato’ questi blocchetti di cemento portatili, ma ancora non c’eravamo. Chi voleva lavorare e non soltanto leggere il giornale o giocare ad Angry Birds ha bisogno di un vero computer. Finalmente, da Intel, l’idea meravigliosa: e se riportassimo i portatili a 12/13 pollici? Ma per farli appetire dai professionisti devono essere in grado di sostituire perfino un desktop. Detto, fatto, ecco l’ultrabook, ossia l’acqua calda ma molto più calda del passato. Processori pazzeschi, dischi da tera, sottilissimi e peso non superiore ad un chilo e mezzo. Il 2012 doveva essere l’anno del boom. Non è andata molto bene. Dei 44 milioni di pezzi previsti, nel mondo ne sono stati venduti 10,3. Ultraflop. Buon 2013… pollici!

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