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Nostalgia dei tempi del liceo

Un lento indimenticabile con l'intro suonata dall'organo Hammond, che scaldava i cuori degli adolescenti. Ai migliori anni tornano i Procol Harum. [Francesco Troncarelli]

Nostalgia dei tempi del liceo

Francesco Troncarelli

25 Novembre 2011 - 22.23


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C’era un momento nelle feste in casa del sabato pomeriggio ai tempi del liceo, magari dopo il gioco della bottiglia che aveva scaldato gli animi, che qualcuno si avvicinava al giradischi e metteva “quel” 45 giri e poi spegneva la luce. Era il segnale per passare all’azione con la compagna di classe su cui da tempo avevi puntato gli occhi o sull’amica che era la più bella del quartiere .
Ecco, per capire uno dei motivi del successo di un programma come i “Migliori Anni”, c’è la fotografia di quella festa di un tempo che fu e che la nostalgia canaglia di questo format vincente scatena, con le atmosfere, i brani e i protagonisti dei decenni passati.

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E non a caso, proprio nella puntata in onda questa sera (Rai Uno, ore 21,15), sarà riproposto proprio “quel” brano. Un lento da pura, coinvolgente e indimenticabile con quella intro suonata dall’organo Hammond, che faceva vibrare i cuori degli adolescenti degli anni Settanta, “A whiter shade of pale”. Pezzo storico e dal successo internazionale (11 milioni di copie vendute), riproposto dai mitici Procol Harum, band inglese di progressive rock, che poi molti hanno conosciuto e apprezzato nella colonna sonora del bel film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana dedicato alla vita di Peppino Impastato.

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E che dire poi dei mezzibusti di Mamma Rai della trasmissione cult “90° minuto”, di quando cioè il calcio era a misura d’uomo e non di sponsor, che sfileranno davanti al pubblico generalista di Carlo Conti, per far scattare l’amarcord pallonaro. Ci saranno infatti l’algido Ferruccio Gard da Verona, il fine dicitore Gianni Vasino (Milan e Inter), il poliedrico e stratosferico Luigi Necco (il Napoli di Maradona), il “riporto” più noto della tv Luigi Strippoli (Bari e Lecce), e il bon vivant Pierpaolo Cattozzi (Bologna).

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E per continuare a farsi del male con i ricordi e la buona musica, ecco Lucio Dalla che proporrà un medley dei suoi più grandi successi: “4 marzo 1943”, “L’anno che verrà” e l’immancabile “Caruso”, in un duetto speciale con Roberta Morise.

Ancora i Delirium di “Jesahel”, la brava e maltrattata (dalla critica) Orietta Berti, il re dell’estati di fuoco Edoardo Vianello con le indimenticabili “Guarda come dondolo” e i “Watussi”, e i “toh chi si rivede” Silvia Salemi e la sua “A casa di Luca” grande successo a Sanremo ’97, Francesco Baccini con “Mi sono innamorato di te”, e il bravissimo e dimenticato Franco Simone.
Nello spazio Padri e Figli un grande omaggio al cinema italiano con Asia e Dario Argento, cui seguirà l’intervista a Lino Banfi l’ultimo comico proveniente dal grande varietà.

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E se si vuole ballare, non c’è problema, televisore a palla quando entrerà in scena Lu Colombo col suo “Maracaibo”, dance music rigorosamente targata ani 80. Come dire, c’era una volta l’edonismo reganiano col contorno dei paninari. Alè.

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