I reportage di Daphne Caruana Galizia, uccisa a Malta per le sue inchieste

Bompiani pubblica i servizi in una collana diretta da Saviano. I tre figli da Fazio su Rai2: “Non si conoscono i mandanti dell’omicidio”

Daphne Caruana Galizia

Daphne Caruana Galizia

redazione 14 ottobre 2019Culture
Scriveva Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa in un attentato al tritolo il 16 ottobre 2017 dopo minacce e processi perché denunciava, con le sue parole, casi di corruzione e malaffare nel suo paese: “Che un fatto, un’azione o un’opinione siano giusti o sbagliati non è qualcosa che si può stabilire in base al numero di persone che credono a quel fatto, che compiono quell’azione o che condividono quell’opinione. È senza dubbio sbagliato votare per la corruzione. È senza dubbio sbagliato votare per mandare la potere dei politici corrotti. La vittoria e la sconfitta non sono fattori in base a cui possiamo stabilire che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. Vittoria e sconfitta riguardano il potere di prevenire le cose sbagliate o il potere di perpetrale”.

Quello che avete letto è un passo del libro Di’ la verità anche se la tua voce trema (Bompiani, pp. 304, euro 18, traduzione di Mattia Faes Belgrado e Daniele Didero), raccolta di reportage della cronista scelti dai figli Andrew, Matthew e Paul Caruana Galizia e primo dei volumi della nuova collana della casa editrice “Munizioni” diretta da Roberto Saviano. Una collana su temi civili cari allo scrittore-giornalista quanto mai meritevole di attenzione e letture.

Il volume esce nei giorni dell’anniversario dell’omicidio per il quale sono in carcere tre persone ma di cui non si conoscono i mandanti_Lo hanno ricordato i figli presentando il libro a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio ieri sera su Rai2 alla presenza proprio di Saviano il quale ha voluto testimoniare il coraggio di Daphne Caruana Galizia, la sua determinazione a non fermarsi nonostante intimidazioni, messaggi di tipo mafioso come l’uccisione del cane, processi da cui veniva puntualmente assolta ma le rendevano la vita sempre più difficile, l’isolamento.

“Daphne ha pagato con la vita trent’anni di giornalismo in cui ha denunciato i lati più oscuri di Malta, dalla corruzione dei suoi politici al narcotraffico al riciclaggio di denaro sporco, dall’influenza del regime azero sulla politica locale al ruolo di Malta nello scandalo dei Panama Papers al sistema della vendita della cittadinanza maltese che vale il 2,5% del Pil dell’isola”, scrive la casa editrice sulla giornalista fatta saltare in aria sulla sua Peugeot bianca dopo essere stata vittima per anni di quella “macchina del fango” di cui parla spesso Saviano.

“Le prime persone su cui bisogna indagare sono nella politica e nelle istituzioni. Le prime persone su cui bisogna indagare sono nella politica e nelle istituzioni. Noi sappiamo chi aveva paura di nostra madre e da dove arrivavano le minacce: abbiamo comunicato queste preoccupazioni alle autorità ma dalla polizia non abbiamo mai avuto risposte”, hanno detto Andrew, Matthew e Paul Caruana Galizia, due dei quali sono a loro volta giornalisti, a Fazio. E hanno ricordato che la madre non scriveva né stava indagando su nessuna delle persone arrestate per l’omicidio, Vince Muscat e i fratelli George e Alfred Degiorgio.
I figli hanno apprezzato che il Consiglio d’Europa (sede a Strasburgo, non è organismo della Ue o dell’Europarlamento) abbia istituito una commissione di inchiesta indipendente sulla morte della Caruana Galizia ma hanno osservato che la la libertà di stampa a Malta è seriamente compromessa.

Daphne Caruana Galizia ha scritto sul Sunday Times di Malta, sul Malta Indendent e sul suo blog Running Commentary, aperto nel 2008. Ha diretto la rivista Taste&Fair.