Il Nyt accusa: 'Bombe fabbricate in Sardegna uccidono i civili yemeniti'

Oggi il giornale ha pubblicato online un video reportage sulla vendita all'Arabia Saudita di armi prodotte in uno stabilimento della Sardegna.

Prodotte nella fabbrica di bombe di Domusnovas

Prodotte nella fabbrica di bombe di Domusnovas

globalist 29 dicembre 2017

Il titolo del New York Times è forte e non fa giri parole: "Bombe italiane, morti yemenite". Oggi il giornale ha pubblicato online un video reportage sulla vendita all'Arabia Saudita di armi prodotte in uno stabilimento della Sardegna. Armi che, riporta il giornale mostrando alcune immagini, verrebbero usate anche contro civili inermi nello Yemen, Paese martoriato dalla guerra civile.



Ecco il video inchiesta del NYT



Il servizio ricostruisce minuziosamente il percorso che dal cuore della Sardegna conduce in Arabia Saudita dove vengono esportate le bombe poi lanciate in Yemen. Nonostante il governo italiano abbia più volte assicurato che non ci sia nessuna attività illegale dietro la vicenda, il Nyt solleva dubbi sul fatto che l'Italia possa violare sia le leggi nazionali che quelle internazionali. "Esperti europei dicono che vendere queste bombe e' illegale", si afferma nel servizio, in cui si ricorda come in Italia c'è una delle normative più severe che proibisce la vendita di armamenti a Paesi coinvolti in conflitti: proprio come il caso dell'Arabia Saudita in Yemen.


Per i trattati internazionali poi - mette ancora in evidenza il Nyt - e' proibito esportare armi quando ci si trova di fronte a una situazione di violazione dei diritti umani. Le immagini mostrano diverse vittime civili in Yemen, tra cui molti bambini, apparentemente causate dalle bombe prodotte in Sardegna, come testimonierebbero i frammenti degli ordigni ritrovati sul luogo delle stragi. Il Nyt sottolinea ancora come solo nel 2017 c'e' stato un "aumento massiccio" di queste esportazioni verso l'Arabia Saudita e come - si sostiene - il governo italiano garantisca ai produttori una licenza che permette loro di vendere armi per quasi 500 milioni di euro, di cui oltre 400 milioni per le bombe vendute a Riad e rinvenute in Yemen.