Hormuz torna ostaggio della crisi: i Pasdaran annunciano il blocco e accusano Trump

La tregua vacilla e il responsabile principale ha un nome preciso: Donald Trump. Dopo mosse aggressive, pressioni militari e decisioni unilaterali di Washington

Hormuz torna ostaggio della crisi: i Pasdaran annunciano il blocco e accusano Trump
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18 Aprile 2026 - 21.43


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La tregua vacilla e il responsabile principale ha un nome preciso: Donald Trump. Dopo mosse aggressive, pressioni militari e decisioni unilaterali di Washington, l’Iran torna a chiudere lo stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici del mondo. A comunicarlo sono stati i Guardiani della Rivoluzione islamica, che da oggi minacciano di colpire ogni nave ritenuta ostile.

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Il comunicato dei Pasdaran, diffuso dall’agenzia Tasnim News, è esplicito: “Avvicinarsi allo stretto di Hormuz sarà considerato cooperazione con il nemico e qualsiasi nave trasgressora sarà colpita”. Una dichiarazione pesantissima che arriva come risposta diretta al blocco statunitense, indicato da Teheran come violazione del cessate il fuoco.

In altre parole: la tregua è stata sabotata da Washington. L’amministrazione Trump, mentre proclamava di voler fermare la guerra, continuava a usare la forza e la minaccia economico-militare come strumenti negoziali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la regione ripiomba sull’orlo del conflitto.

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Lo stretto di Hormuz è il collo di bottiglia energetico del pianeta. Da lì passa una parte decisiva del petrolio mondiale. Ogni escalation in quell’area significa aumento dei prezzi, instabilità dei mercati, rischio militare globale. Chi incendia Hormuz non colpisce solo l’Iran: colpisce il mondo intero.

E mentre la crisi riesplode, Trump convoca riunioni d’emergenza alla Casa Bianca. Il solito copione: prima alza la tensione, poi corre ai ripari presentandosi come pompiere. Ma il fuoco, questa volta, lo ha acceso lui.

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