La compagna di Assange denuncia: "La Cia voleva uccidere Julian"

Stella Moris: "Mike Pompeo a quel tempo era il capo della Cia, aveva dato istruzioni alla sua agenzia di preparare 'piani su come ucciderlo a Londra"

Trump e Assange
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16 Ottobre 2021 - 10.46


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Trump e la sua amministrazione avevano intenzione di far fuori lo scomodo quanto  coraggiosissimo Julian Assange per mezzo della Cia.
“Dopo che Julian è stato arrestato nel 2019, alcuni informatori si sono fatti avanti per denunciare come l’azienda di security (la Uc Global), che doveva proteggere l’ambasciata e Julian, aveva ricevuto pagamenti dal principale finanziatore di Trump e di Pompeo, Sheldon Adelson (ormai scomparso) e che faceva quello che diceva la Cia, all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador. 
Le testimonianze davanti alla Corte hanno rivelato che la Uc Global aveva discusso dei piani per avvelenare o rapire Julian.
Questa grande inchiesta di un team di giornalisti, che hanno parlato con ex o attuali funzionari dell’intelligence americana, è riuscita aconfermare che la Cia stava davvero cercando di ammazzarlo nell’ambasciata. 
Hanno confermato che Mike Pompeo, che a quel tempo era il capo della Cia, aveva dato istruzioni alla sua agenzia di preparare ”piani” o ”opzioni” su come ucciderlo a Londra. Abbiamo conferme da entrambe le sponde dell’Atlantico, è stato un grande scoop”.
A dichiararlo, in un’intervista a Roberto Saviano pubblicata dal ‘Corriere della Sera’, è Stella Moris, compagna del fondatore di Wikileaks, Julian Assange e madre dei suoi due figli.

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