Software israeliano usato da governi autoritari per spiare i giornalisti: coinvolto Orban

Le rivelazioni dai leak di un'indagine condotta dal Washington Post e da 16 testate internazionali. Nel mirino anche persone vicine a Jamal Khashoggi, il reporter saudita ucciso.

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18 Luglio 2021 - 21.36


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Autoritarismo e libertà di espressione non vonno di pari passo 

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Diversi governi ‘autoritari’ hanno usato un software israeliano per spiare i cellulari di giornalisti, attivisti e manager nel mondo.

 E’ quanto emerge dai leak di un’indagine condotta dal Washington Post e altre 16 testate internazionali. 

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Il software, venduto dall’israeliana Nso Group e chiamato Pegasus, è nato per consentire ai governi di seguire terroristi e criminali. 

Tra i governi che l’hanno usato per spiare ci sarebbe – scrive il Wp – anche quello di Victor Orban. E dalle carte emergerebbe che nel mirino siano finite anche persone vicine a Jamal Khashoggi, il reporter saudita ucciso.

Cosa fa il software Pegasus – Il software, nato per per consentire ai governi di seguire terroristi e criminali, è un malware che infetta gli iPhone e gli smartphone Android per consentire a chi lo opera di avere accesso ed estratte messaggi, foto, email e anche per attivare segretamente il microfono del dispositivo. La lista dei numeri di telefono segnalati dall’inchiesta su Pegasus include più di 50mila numeri, concentrati in paesi rinomati per la sorveglianza dei loro cittadini e clienti di NSO Group.

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Anche dei capi di Stato nella lista degli spiati? – La lista non indentifica chi ha ha deciso l’inserimento dei numeri di telefono o il perché e non è chiaro neanche quanti siano stati i cellulari presi nel mirino o spiati. Fra i numeri identificati finora dall’inchiesta ci sarebbero quelli di diversi capi di stato e premier. E quelli di giornalisti che compaiono nell’elenco, datato 2016, ci sono reporter di varie testate fra le quali Cnn, New York Times, Wall Street Journal, Financial Times, Voice of America e Al Jazeera.

Il Messico lo Stato che spia di più – L’analisi dell’elenco mette in evidenza che il cliente di NSO che ha selezionato il maggior numero di numeri di telefono è il Messico con oltre 15mila. Il Marocco e gli Emirati Arabi Uniti ne hanno selezionati più di 10mila. I numeri selezionati sono stati rintracciati in oltre 45 paesi in quattro continenti. Più di 10mila numeri in paesi europei sono stati selezionati dai clienti di NSO, si legge nell’inchiesta. La società israeliana, colosso del settore, respinge le accuse bollando come esagerate e senza fondamento le conclusioni dell’indagine.

L’inchiesta riapre il dibattito sull’uso diffuso di strumenti di spionaggio che minacciano le democrazia, affermano i critici osservando come la sorveglianza rende difficile per i giornalisti raccogliere informazioni, per gli attivisti continuare a svolgere la loro attività e per gli oppositori politici pianificare le loro strategie. Con Pegasus, mette in evidenza l’ex dell’intelligence americana Timothy Summers, si può spiare quasi l’intera popolazione mondiale: “Non c’è nulla di male nello sviluppare tecnologie che consentono di raccogliere dati. Ma l’umanità non è in una situazione di poter rendere accessibile a tutti tanto potere”.

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