L'ipotesi: le milizie dell'Hutu Power sospettate di essere le responsabili dell'agguato

La pista più accreditata porta alle forze democratiche per la liberazione del Ruanda che opera al confine tra le due nazioni ed è responsabile dell'instabilità dell'est del Congo

Militari delle nazioni unite in Africa

Militari delle nazioni unite in Africa

globalist 22 febbraio 2021
Ipotesi senza ancora alcuna certezza: ci potrebbero essere i ribelli hutu delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda dietro l'attacco nella Repubblica democratica del Congo nel quale sono stati uccisi l'ambasciatore italiano a Kinshasa, Luca Attanasio, il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci ed il loro autista. 
L'Fdlr - responsabile di violenze e rapimenti a scopo di lucro - è il principale gruppo residuo di ribelli ruandesi aderenti alla dottrina dell''Hutu Power', operante nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Formato quasi interamente da Hutu, che si oppongono ai Tutsi per il dominio sulla zona, hanno come comandante in capo Paul Rwarakabije.
Le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr), sono un gruppo armato formato nella Repubblica democratica del Congo nel 2000. Difende gli interessi degli hutu ruandesi che si sono rifugiati nella Rdc ed è contrario alla presidenza di Paul Kagame. 
Sarebbe il successore dell'Esercito di liberazione del Ruanda e conterebbe tra sue fila dei responsabili del genocidio dei tutsi, accusa negata dal gruppo. L'obiettivo finale della formazione è tornare in Ruanda rovesciare il regime di Paul Kagamé e instaurare un nuovo regime politico.
Secondo Amnesty International e le reti di informazione regionali integrate, le Fdlr sarebbero responsabili di saccheggi, stupri, omicidi, rapimenti e uso di bambini soldato e sarebbero i "principali responsabili dell'insicurezza e dell'instabilità" nell'est della Repubblica democratica del Congo secondo l'Onu. 
L'ideologia di riferimento del gruppo, 'Hutu power', deriva dal movimento ideologico degli estremisti hutu fondato nel febbraio 1993, sostenitore in Ruanda del nazionalismo etnico. Il nome deriva dalla parola d'ordine usata dai suoi sostenitori per esprimere in inglese il potere esclusivo degli Hutu in un Ruanda 'purificato' dalla presenza dei tutsi. Ha contribuito al genocidio dei tutsi in Ruanda e al massacro degli Hutu moderati nel 1994.