L''ex 007 russo: "Trump è stato 'coltivato' dal Kgb per 40 anni"

A dichiararlo è Yuri Shvets, ex agente segreto, in un'intervista al Guardian: "La sua vanità, il narcisismo lo hanno reso un obiettivo naturale da reclutare"

Trump e Putin

Trump e Putin

globalist 29 gennaio 2021
Rivelazioni che faranno discutere ma che rilanciano rumors che si inseguono da tempo: il Kgb ha coltivato Donald Trump, l'ex presidente degli Stati Uniti come una risorsa per circa 40 anni. 
A dichiararlo è Yuri Shvets , ex agente del Kgb in un'intervista al Guardian. Yuri Shvets è una fonte chiave in "American Kompromat", il libro del giornalista Craig Unger, che descrive in dettaglio la relazione decennale tra Trump e la Russia, ma anche i tentativi del servizio segreto di coltivare dozzine di uomini d'affari americani inconsapevoli di essere utili al Cremlino.
Il Kgb aveva identificato Trump quando era immobiliarista e ha sviluppato un progetto e "40 anni dopo è diventato presidente - ha dichiarato il giornalista  - La sua vanità, il narcisismo lo hanno reso un obiettivo naturale da reclutare. È stato coltivato per un periodo di 40 anni, fino alla sua elezione". 
Anche Trump nel suo libro "The art of deal" descrive un viaggio in Russia per costruire un hotel, ma Shvets ha detto che gli agenti lo hanno convinto ad entrare in politica. Al suo ritorno Trump pubblicò un annuncio in cui diceva che il Giappone e altri paesi approfittavano degli Stati Uniti "che avrebbero dovuto smettere di pagare per difendere altri paesi ricchi".
Temi poi ripresi durante la campagna elettorale e durante la sua presidenza. Shvets ha detto che l'annuncio è stato considerato un successo "senza precedenti" nei tentativi della Russia di promuovere dibattiti anti-occidentali sui media americani. 
Trump ha a lungo negato di avere collegamenti finanziari con la Russia, anche se alcuni dei suoi consiglieri da Michael Flynn a George Papadopoulos, si sono dichiarati colpevoli di aver mentito ai pubblici ministeri sui loro contatti con persone legate al governo russo.Lo stesso ha fatto Michael Cohen, avvocato personale di Trump.