La Guardia costiera libica spara sui migranti: 3 morti e 5 feriti

Secondo l'Unhcr (l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati), i migranti uccisi durante una sparatoria a Khums, est di Tripoli, durante le operazioni di sbarco.

Guardia Costiera in Libia

Guardia Costiera in Libia

globalist 28 luglio 2020

Siamo alle solite con l’Italia chee pur di disfarsi dei migranti ha stretto e continua a stringere patti con il diavolo.

Ancora una volta all’azione la famigerata Guardia Costiera libica e le altrettanto famigerate milizie.


Vittime alcuni migranti che erano stati intercettati in mare e riportati sulla terraferma dai libici.


Sono tre, secondo l'Unhcr (l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati), i migranti uccisi durante una sparatoria a Khums, est di Tripoli, durante le operazioni di sbarco.


Cinque sono i feriti.


''L'Unhcr condanna la tragica perdita di tre vite e chiede un'indagine urgente sulla sparatoria'', si legge in una nota, contestualizzando il fatto che gli scontri sono avvenuti ''dopo che oltre 70 persone erano scese da una imbarcazione''.


Il Comitato internazionale della Croce Rossa, partner dell'Unhcr, è intervenuto per trasportare in ambulanza un uomo ferito verso un ospedale, ma è morto durante il tragitto. Sul luogo dello sbarco hanno perso la vita due persone, mentre altrettante sono rimaste ferite. Le vittime sono tutti cittadini sudanesi. Le altre persone sbarcate sono state trasferite in un centro di detenzione.


''Questo incidente sottolinea in modo evidente che la Libia non è un porto di sbarco sicuro'', ha dichiarato l'inviato speciale dell'Unhcr per la situazione nel Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel.


''C'è la necessità di aumentare la capacità di soccorso e di ricerca nel Mediterraneo, coinvolgendo anche navi delle ong, in modo da migliorare il livello delle operazioni di soccorso che permettano sbarchi in porti sicuri fuori dalla Libia. Inoltre serve una maggiore solidarietà tra gli stati che si affacciano sul Mediterraneo'', ha aggiunto.