Erdogan annuncia: "Chiederò al parlamento di poter inviare soldati in Libia"

Il presidente turco appoggia il governo di unità nazionale (Gna) di al-Serraj a presenza islamista che è osteggiato dal generale Haftar

Serraj e Erdogan

Serraj e Erdogan

globalist 26 dicembre 2019

Ci siamo: nemiche per via del giudizio del movimento politico dei Fratelli Musulmani (fuorilegge per il governo del Cairo e protetto da Ankara) Turchia e Egitto hanno scelto la Libia come terreno di scontro.
Uno sostiene il governo di Serraj a presenza islamista mentre l’Egitto parteggia per il generale Haftar che, in qualche modo è una figura simile ad Al Sisi: non islamista ma repressore.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato giovedì che il parlamento turco prenderà in considerazione una mozione a gennaio per inviare truppe in Libia per sostenere il governo di unità nazionale (Gna) di al-Serraj di fronte alle forze del forte libico orientale Khalifa Haftar.
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Presenteremo la proposta di inviare soldati in Libia non appena il Parlamento riprenderà", ha dichiarato il 7 gennaio Erdogan durante un discorso ad Ankara.


La richiesta di Tripoli ad Ankara


Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, afferma di avere ricevuto dal governo libico di unità nazionale (Gna) con sede a Tripoli una richiesta di intervento militare, in conseguenza della quale verrà presentata al Parlamento turco la mozione per l'invio di soldati in Libia. "Presenteremo la mozione per l'invio di soldati in Libia alla ripresa dei lavori del Parlamento" il 7 gennaio, ha dichiarato Erdogan durante un discorso ad Ankara. "Se Dio vuole, potremo farla adottare l'8 o il 9 gennaio e rispondere così in modo favorevole all'invito del governo libico legittimo" di aiutarlo militarmente, ha proseguito Erdogan. "Sosterremo con ogni mezzo il governo di Tripoli, che resiste contro un generale golpista sostenuto da Paesi arabi ed europei", ha aggiunto poi il capo dello Stato turco riferendosi al maresciallo Khalifa Haftar, uomo forte dell'est della Libia, che ad aprile ha lanciato un'offensiva per prendere il controllo di Tripoli.
Un dispiegamento di soldati turchi sul terreno potrebbe aggravare il conflitto libico, che è alimentato da potenze regionali rivali e dilania il Paese dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi nel 2011. Per giustificare tale intervento, la Turchia fa valere che il governo di unità nazionale libico Gna è riconosciuto dall'Onu, mentre il maresciallo Haftar non ha alcuna legittimità internazionale nonostante benefici dell'aiuto di alcuni Paesi. Il 27 novembre la Turchia e il governo di Tripoli, durante una visita del premier libico Fayez al-Sarraj a Istanbul, hanno firmato un accordo di cooperazione militare e di sicurezza, nonché un accordo di delimitazione marittima che permette ad Ankara di far valere dei diritti su vaste zone nel Mediterraneo orientale ricche di idrocarburi, a grande danno di Grecia, Egitto, Cipro e Israele.
Sabato il Parlamento turco ha approvato l'accordo di cooperazione militare e di sicurezza, che è entrato in vigore giovedì dopo la sua pubblicazione sulla gazzetta ufficiale; l'intesa permette alle due parti di inviare nei reciproci Paesi personale militare e di polizia per missioni di addestramento, mentre per il dispiegamento di forze di combattimento è necessario un mandato separato del Parlamento turco. Haftar è sostenuto da Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, tutti rivali regionali della Turchia e di un altro alleato del governo di Tripoli, il Qatar. "Loro sostengono un signore della guerra. Noi, invece, rispondiamo all'invito del governo libico legittimo, questa è la differenza", ha dichiarato Erdogan, che afferma che le forze di Haftar beneficiano anche del sostegno di una compagnia di sicurezza russa, Wagner, dando così credito a informazioni di stampa sulla presenza di mercenari russi in Libia, smentita da Mosca. "Mi chiedo cosa facciano in Libia e a quale titolo questi 5mila sudanesi e 2mila altri della compagnia russa Wagner vi si trovino", aveva detto Erdogan mercoledì.