L'appello (in aramaico) della leader cristiana di Siria: "Contro di noi la pulizia etnica di Erdogan"

Elizabeth Kourie ed è la responsabile politica del Movimento cristiano siriano in seno al Consiglio democratico di Siria si è rivolta nella lingua di Gesù al mondo per chiedere aiuto

Elizabeth Kourie  responsabile del Movimento cristiano siriano nel Consiglio democratico di Siria

Elizabeth Kourie responsabile del Movimento cristiano siriano nel Consiglio democratico di Siria

globalist 4 novembre 2019
Lei si chiama Elizabeth Kourie ed è la responsabile politica del Movimento cristiano siriano in seno al Consiglio democratico di Siria, ossia l’organismo di auto-governo del nord della Siria ora in parte invaso dalle truppe turche di Erdogan e dalle milizie jihadiste che stanno commettendo una serie interminabile di crimini di guerra nel silenzio generale.
La Kourie parlando in aramaico - la lingua di Gesù Cristo - ha rivolto un appello alla comunità internazionale e a tutte le chiese perché salvino la comunità cristiana dal tentativo di pulizia etnica che è ora in atto.
“Siamo sotto attacco di Erdogan - ha detto in un video-messaggio - che sta cercando di portare avanti un’operazione di pulizia etnica ai danni del nostro popolo. Stanno cercando di costringerci ad abbandonare le nostre terre e dai nostri luoghi storici e stanno invadendo le terre della nostra tradizione”
“Siamo già al secondo attacco in pochi giorni - ha aggiunto l’esponente cristiana - e turchi e jihadisti stanno provocando il secondo esodo della nostra gente. Sta accadendo la stessa tragedia del 2015 quando fummo attaccati dallo Stato Islamico che uccide molte persone e fece schiave le donne cristiane. Ancora oggi non sappiamo dove siano finte molte di loro”.
Poi l’appello: “Denunciano al mondo, ai paesi democratici, e alle Nazioni Unite e alle organizzazioni umanitarie e ai leader religiosi del mondo che ci stanno massacrando e vogliono sradicare il nostro popolo e cancellare la nostra storia. Stano portando avanti questa operazione in modo sistematico e chiediamo al mondo di ascoltare la nostra voce”.