Turchia: i curdi devono ritirarsi entro domani (così tornerà l'Isis)

E' la prima ritirata da quando è stato siglato un accordo per il cessate il fuoco mediato dagli Usa

Militanti curdo-siriane delle Ypj

Militanti curdo-siriane delle Ypj

globalist 21 ottobre 2019
"Se i terroristi non si ritirano dal nord-est della Siria, l'operazione riprenderà". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, a Istanbul. Domenica sera le Forze democratiche siriane a guida curda hanno annunciato di non avere più combattenti a Ras al Ayn, la città di confine sotto il più duro assedio turco.

Come parte dell'accordo per sospendere le operazioni militari con la Turchia con la mediazione americana, oggi abbiamo evacuato dalla città di Ras al Ayn tutti i combattenti delle Forze democratiche siriane (Sdf). Non abbiamo più combattenti in città". Lo ha riferito il comandante curdo Kino Gabriel, secondo quanto riferito dal portavoce delle Sdf, Mustafa Bali.


E' la prima ritirata da quando è stato siglato un accordo per il cessate il fuoco mediato dagli Usa, e teoricamente apre la strada al ritiro completo delle forze curde, che secondo gli accordi dovrebbe avvenire entro martedì sera. Anche i civili abbandonano la città perché temono rappresaglie dei governativi, senza la protezione dei milizie curde. I combattenti curdi e i civili hanno lasciato la città a bordo di decine di veicoli. Un alto funzionario delle forze democratiche siriane a guida curda, Redur Khalil, ha reso noto che dopo l'evacuazione di Ras al-Ayn, gli altri combattenti arretreranno di circa 30 km, verso la città di Tel Abyad, abbandonando un'area lunga circa 120 km sul confine turco.