Il governo la pianti di cincischiare: blocchi subito la vendita di armi alla Turchia

Hanno rotto le scatole per mesi con il sovranismo e ora che l'Italia può e deve dare un segnale chiaro ci nascondiamo dietro l'Unione Europea

Erdogan attacca i curdi nel nord della Siria

Erdogan attacca i curdi nel nord della Siria

globalist 13 ottobre 2019
Hanno rotto le scatole per mesi sul taglio dei parlamentari, che tutti sanno essere una misura demagogica da dare in pasto all’antipolitica, come se una riforma della Costituzione potesse essere fatta a colpi di dirette Facebook e di tweet.
Hanno rotto le scatole per mesi con il ‘sovranismo’ salvo poi non avere il coraggio di dire una sola parola di critica contro Trump, il principale responsabile dei crimini che stanno accadendo in questi giorni solo perché - per il suo capriccio o qualche accordo inconfessabile - ha deciso di togliere la protezione ai curdi dati in pasto ai jihadisti ex al Qaeda e ai soldati turchi,
Ora, senza nascondersi dietro l’Europa, l’Italia una cosa la out fare adesso e subito: bloccare con effetto immediato qualsiasi commercio di armi con la Turchia.
Non c’è bisogno di riunioni a Bruxelles. Non c’è bisogno di prendersela con calma mentre nel Rojava ogni ora si perpetrano crimini di guerra e altri 11 civili sono morti (compresi giornalisti) mentre si stava scrivendo questo commento.
Da questa sera a domani, quando comodamente i ministri si incontreranno, altri bambini saranno morti, altri civili saranno assassinati dalle bombe, altre donne verranno uccise perché non esistono obiettivi civili o militari in queste sporche avventure militari.
Altre case saranno sventrate e altra povera gente andrà ad aumentare il numero degli sfollati.
Invece di trascorrere una domenica tra comizi, comizianti e chiacchiere il governo italiano dia un segnale immediato.(M. Vic.)