Orfini e Fratoianni: "Chiarezza sui rapporti tra i servizi segreti italiani e il trafficante di essere umani Bija"

I due parlamentari di Pd e Leu hanno inviato una lettera al nuovo presidente del Copasir Raffaele Volpi: "Ci dicano se i nostri 007 sapevano"

Abdurahman Milad, noto come Bija

Abdurahman Milad, noto come Bija

globalist 11 ottobre 2019

Chiarezza sui rapporti tra lo Stato italiano e trafficanti e torturatori libici, i veri padroni del business dei migranti.


"Ho scritto insieme al collega Nicola Fratoianni una lettera al Presidente del Copasir, Raffaele Volpi, per chiedere di fare chiarezza sui rapporti tra i servizi segreti italiani e il trafficante di essere umani Bija in seguito a diverse inchieste giornalistiche".


Così Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico su twitter postando la lettera inviata al Copasir.
"Se ci sono responsabilità o comportamenti non adeguati, assunti da parte delle autorità e delle figure istituzionali coinvolte per il nostro Paese - si legge nella missiva - riteniamo fondamentale che il Copasir affronti la questione nelle modalità opportune, anche al fine di verificare le ragioni per le quali sia stato invitato nel nostro Paese a partecipare ad incontri istituzionali un individuo come al-Bija, che risulterebbe svolgere attività illecite nel traffico dei migranti e si sarebbe macchiato di crimini e violenze e, soprattutto, se le agenzie di informazione e sicurezza italiane fossero informate e quali opportune e sistematiche verifiche svolgano sugli interlocutori libici delle nostre autorità, anche al fine di evitare loro di interloquire con criminali e trafficanti".