Trump abbandona i curdi alla furia di Erdogan: la rabbia cresce anche in Italia

David Issamadden, presidente della Comunità curda in Italia e vice presidente dell'associazione Bologna-Kurdistan, trattiene a stento la rabbia.

I combattenti curdi di Ypg e Ypj

I combattenti curdi di Ypg e Ypj

globalist 8 ottobre 2019
"L'Occidente ha tradito la nostra popolazione. Ha usato i curdi per sconfiggere l'Isis e, adesso che non servono piu', li abbandona. È un tradimento, dell'Occidente in generale e degli Stati Uniti in particolare. Nella regione del Rojava, il Kurdistan siriano, sono morti 11 mila partigiani curdi, uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita per combattere Daesh. È questo il riconoscimento?". David Issamadden, presidente della Comunita' curda in Italia e vice presidente dell'associazione Bologna-Kurdistan, trattiene a stento la rabbia per la decisione del presidente Trump di ritirare le truppe americane dal nordest della Siria, lasciando di fatto le mani libere all'omologo turco Erdogan per l'annunciata operazione militare volta alla realizzazione di una safe zone, una zona cuscinetto, sul confine tra Turchia e le aree siriane controllate dello Ypg, la milizia curda delle Unita' di protezione popolare. L'idea di Ankara e' quella di spostare in quella zona le migliaia di profughi siriani rifugiati in Turchia, trasformando in minoranza la popolazione curda. "La verita' e' una sola: l'obiettivo e' annientare l'esperienza democratica nata in Rojava. Erdogan odia i curdi, li considera terroristi. La comunita' turca parla di pulizia etnica: lo sappiamo gia', se Erdogan invadera' quelle zone sara' per perpetrare un genocidio. E la responsabilita' sara' anche dell'Occidente". Nelle ultime ore, l'amministrazione americana ha frenato: "Nessun ritiro delle truppe Usa dalla Siria. Solo tra 50 e 100 uomini delle forze speciali Usa nel nord della Siria- ha affermato un funzionario della Casa Bianca- sono interessati dall'ordine del presidente americano, che non vuole metterli in pericolo". "Non c'e' fa fidarsi- ammonisce Issamadden -. Trump capisce molto poco di politica, a lui interessa solo il business".
In Medio Oriente, Issamadden ha le sorelle e i fratelli, vivono del Kurdistan iracheno: "Sono distanti dal Kurdistan siriano, ma sentono sulla loro pelle la paura. Abbiamo capito che solo con l'unita' possiamo affrontare il futuro. I curdi non sono piu' disposti a ripetere la resistenza di Afrin o Kobane dopo questo ennesimo voltafaccia: non si fidano piu' ne' dell'Occidente ne' dell'Oriente. Anche tra i curdi che vivono in Italia c'e' tanta rabbia". È difficile stabilire con esattezza il numero dei curdi presenti in Italia, perche' non vengono registrati in quanto tali, ma come cittadini dei paesi di provenienza (turchi, iracheni, iraniani o siriani). In Italia si stima ce ne siano 2.500, concentrati soprattutto in Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia. Isammaden lancia un appello alla societa' civile internazionale, all'Europa e al governo italiano: "Fermate questo nuovo massacro annunciato. Se non lo farete, i cittadini del mondo perderanno definitivamente la fiducia nell'Occidente come difensore della democrazia. Sembra che qualcosa si stia muovendo, dal congresso americano alla Francia, ma per ora sono ancora le solite parole. Quando si passera' ai fatti? Dimostrateci che avete piu' a cuore i diritti umani che il dio denaro".