Dall'alto del Russiagate Salvini lancia allusioni su Conte: "Ha interesse a controllare i servizi"

Il capo della Lega parla in Umbria e si fa interprete di presunti malumori dei nostri 007 verso il premier: "Chi lavora nel comparto dell'intelligence è rimasto esterrefatto da alcune nomine".

Savoini e Salvini in Russia

Savoini e Salvini in Russia

globalist 2 ottobre 2019
Allusioni da uno che nel Russiagate c’è dentro politicamente mani e piedi, che ha mentito all’inizio lasciando intendere di non avere nulla a che fare con Savoini mentre in alcuni ambienti leghisti c’è molta preoccupazione su un’inchiesta che, per le ricadute sulla sicurezza nazionale, non può non avere a che fare con l’Italia, la sua intelligence e quella alleata.
"Giuseppe Conte si è tenuto la delega ai servizi segreti, evidentemente l'avvocato del popolo ha interesse a controllare i servizi, non so se per motivi esterni o interni". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in un forum nella redazione al Corriere dell'Umbria.
"Nella gestione dei servizi segreti - ha aggiunto -, un tema delicato, complesso, strategico, su alcune nomine non utili per la difesa dell'interesse nazionale non ha mai interpellato nessuno e non credo che siano positive. Chi lavora nel comparto dell'intelligence è rimasto esterrefatto da alcune nomine".
Sul caso dei presunti incontri tra il ministro della Giustizia statunitense William Barr e i capi dei servizi segreti italiani, scritto dal 'Corriere della Sera', Salvini ha detto che il premier non lo aveva informato. "Assolutamente zero - ha assicurato - l'ho letto oggi sul Corriere della Sera. Certo ero ministro dell'Interno e vicepremier... ho scoperto poi che non gli stavo simpaticissimo".