"Rublopoli", la Banca d'affari londinese smentisce Meranda: "Non lavora per noi da luglio 2017"

Un comunicato firmato da Alexander v. Ungern-Sternberg: "Noi estranei a comportamenti illweciti e ci riserviamo di adire le vie legali"

Gianluca Meranda

Gianluca Meranda

globalist 20 luglio 2019

Gira che ti rigira alla fine nessuno conosce nessuno e la riunione del Metropol altro non è stata che l’incontro di sei millantatori che recitavano la parte per truffare o imbrogliare l’interlocutore.

Nessuno sa, nessuno ha visto, Salvini non sapeva di Savoini, i soggetti nominati nella registrazione erano tutti estranei.
Che altro?



Forse le cose stanno così o, al contrario, ora che il bubbone è scoppiato c’è la corsa a minimizzare o negare. 
Ma su questo ci penserà la procura.
Ora arriva l’ennesima smentita. “"EIB non è coinvolta in alcun presunto comportamento illecito che possa derivare dalle azioni che il signor Meranda può aver compiuto e se le circostanze lo richiederanno in futuro adirà le vie legali".
E' quanto si legge in un comunicato firmato da Alexander v. Ungern-Sternberg, Ceo e fondatore della banca d'affari londinese Euro-Ib citata nell'affaire Metropol.
EIB ribadisce inoltre che "nessuna transazione è stata mai conclusa attraverso il signor Meranda in nessun settore".
Nella sua nota la "EIB conferma di avere sottoscritto un accordo con Gianluca Meranda in veste di consulente per l'Italia il 12 ottobre 2016". L'intesa "fu firmata con validità di 9 mesi a meno che non si decidesse di estenderla di comune accordo in forma scritta, il che non è mai accaduto". Quindi, "l'accordo cessò il 12 luglio del 2017", precisa il ceo.
La banca spiega che nel corso della consulenza l'accordo "assegnava a Meranda il potere di 'agire nell'interesse’ di EIB (ma non 'per conto' della stessa) nelle trattative con potenziali venditori di prodotti petroliferi, sulla base di istruzioni scritte. Tali istruzioni non vennero conferite".
Nel corso dell'accordo concluso il 12 luglio 2017, prosegue EIB, "nessuna transazione d'affari è mai stata avviata con il sostegno del signor Meranda". Da "free lance Meranda ci propose back to back con Rosneft" ma non fu "mai concluso". Inoltre, "nessun compenso è mai stato pagato dalla EIB al signor Meranda o al suo studio legale", perché "le sue attività erano su base non esclusiva" e prevedevano un compenso in base al buon fine di eventuali trattative.
"EIb non ha mai conosciuto, incontrato o parlato con Gianluca Savoini", continua la nota, "EIB non ha mai contattato l'Eni, né altri trader, né ricevuto quotazioni a seguito della nostra richiesta di dettagli dal fornitore Rosneft e meno che mai da Gazprom".