Russiagate leghista: le trattative Savoini-Mosca durate fino a ridosso delle Europee

Nuove rivelazioni de l'Espresso: Gianluca Meranda aveva citato esplicitamente Eni come compratore finale della maxi fornitura petrolifera, allegando una lettera di referenza

Savoini

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globalist 18 luglio 2019

Fantasie? Vedremo. Ma qualcosa è andato avanti: la trattativa per finanziare la Lega con soldi russi non sarebbe finita il 18 ottobre 2018, proseguendo anche dopo l'incontro nella hall dell'hotel Metropol.
Lo afferma l' Espresso, anticipando che domenica 21 luglio, saranno pubblicati "nuovi documenti esclusivi della proposta commerciale indirizzata a Rosneft dieci giorni dopo il summit di affari e politica in cui era presente Gianluca Savoini, ex portavoce e uomo di assoluta fiducia del ministro Matteo Salvini". E che "le condizioni indicate nella proposta, preparata da una banca d'affari londinese" di cui viene rivelato il nome "ricalcano esattamente quelle di cui hanno discusso Savoini e gli altri interlocutori al tavolo del Metropol".
 La trattativa per finanziare la Lega con soldi russi non sarebbe finita il 18 ottobre 2018, proseguendo anche dopo l'incontro nella hall dell'hotel Metropol. Lo sottolinea l'home page dell' Espresso, aniticipando che domenica 21 luglio, saranno pubblicati "nuovi documenti esclusivi della proposta commerciale indirizzata a Rosneft dieci giorni dopo il summit di affari e politica in cui era presente Gianluca Savoini, ex portavoce e uomo di assoluta fiducia del ministro Matteo Salvini". E che "le condizioni indicate nella proposta, preparata da una banca d'affari londinese" di cui viene rivelato il nome "ricalcano esattamente quelle di cui hanno discusso Savoini e gli altri interlocutori al tavolo del Metropol".
Inoltre, forte anche di altri documenti, l'inchiesta dell'Espresso afferma che "la negoziazione è andata avanti almeno fino a febbraio, a tre mesi dalle elezioni europee stravinte dalla Lega di Salvini".


Come proverebbero "una nota interna di un'altra società di Stato russa, Gazprom, e la risposta inviata direttamente a Savoini dalla banca londinese rappresentata al tavolo di Mosca dall'avvocato Gianluca Meranda. In questa risposta, Meranda cita esplicitamente Eni come compratore finale della maxi fornitura petrolifera, allegando una lettera di referenza commerciale della società di Stato italiana".
Con la precisazione, scrive l'Espresso che "Eni ci ha fatto sapere di non aver preso parte in alcun modo a operazioni volte al finanziamento di partiti politici".