Il rapporto sulla Guardia Costiera libica? Coperto da segreto di Stato

Il senatore de Falco e Palazzotto di Leu incalzano il governo: "Paura che vengano rivelate verità scomode che mettano in discussione le affermazioni dell'esecutivo?"

Polemiche sulla Guardia costiera libica

Polemiche sulla Guardia costiera libica

globalist 20 giugno 2019

Gugie, bugie e ancora bugie. "Il Governo italiano ha più volte affermato, anche con toni enfatici, che la cosiddetta Guardia Costiera libica avrebbe la capacità di effettuare il coordinamento delle operazioni di soccorso in mare nell'area Sar dichiarata dal Governo di Accordo Nazionale libico" ma "per poter affermare che vi sia una effettiva capacità di coordinamento operativo è necessario riscontrare la presenza" di alcune condizioni l'esistenza delle quali figura in uno specifico Rapporto "al quale è stato opposto il segreto di Stato dalla Guardia Costiera italiana".


Così il senatore Gregorio De Falco che in una nota sottolinea: " il Governo ha più volte trattato tale materia, sostenendo che la cosiddetta Guardia Costiera libica sarebbe in possesso delle capacità necessarie; quindi, o il Governo divulga un contenuto non corrispondente alla ipotizzabile complessità della realtà, e quindi fornisce informazioni distorte, oppure si deve intendere che in quel Rapporto vi sarebbero altri elementi degni di tutela. Ma in tale caso è sufficiente omettere questi ultimi per fornire una informazione all'opinione pubblica che deve essere ritenuta dovuta, tenuto conto del fatto che il Governo con il suo agire ha declassificato l'argomento".
Stessa obiezione anche da Liberi e Uguali.


“Perché la Guardia Costiera del nostro Paese custodisce gelosamente il rapporto che secondo gli impegni europei è tenuta a preparare sulle capacità, sui requisiti di legalità, sulle capacita' operative di salvataggio nel rispetto delle norme internazionali della cosiddetta Guardia Costiera libica?".
Lo afferma Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana. "Perché il segreto su informazioni - prosegue il parlamentare della sinistra - che l'opinione pubblica internazionale e il nostro Paese devono conoscere su un'organizzazione che ha rapporti con trafficanti, milizie private, che non rispetta gli standard internazionali? Di che cosa ha paura la Guardia Costiera del nostro Paese, che venga rivelata una verità sotto gli occhi di tutti? E cioè che di fatto la cosiddetta Guardia Costiera libica è utilizzata esclusivamente per effettuare respingimenti collettivi vietati dalle convenzioni internazionali".
"La ministra Trenta e il ministro Toninelli - conclude Palazzotto - rendano pubblico il rapporto segretato. Noi da parte nostra presenteremo un'interrogazione parlamentare al governo".