Il fascista di Christchurch Tarrant verso il carcere a vita e in isolamento

Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier neozelandese Winston Peters alla riunione straordinaria dell'Organizzazione della cooperazione islamica a Istanbul.

Brenton Harrison Tarrant, il terrorista di Christchurch in aula

Brenton Harrison Tarrant, il terrorista di Christchurch in aula

globalist 22 marzo 2019
Un razzista, fascista, suprematista bianco. Ma soprattutto un assassino carico d’odio che ha ucciso uomini, donne, bambini e anziani.
L'autore della strage delle moschee di Christchurch, Brenton Tarrant, potrebbe passare il resto della vita in isolamento in carcere. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier neozelandese Winston Peters alla riunione straordinaria dell'Organizzazione della cooperazione islamica a Istanbul. «Le famiglie dei caduti avranno giustizia», ha detto, lanciando un appello alla solidarietà internazionale per sradicare le «ideologie d'odio».
Una giornata contro l'islamofobia - L'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) «invita le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali e regionali a definire il 15 marzo, il giorno in cui questo orrendo atto di terrorismo» contro le moschee in Nuova Zelanda «è stato perpetrato, come Giornata internazionale della solidarietà contro l'islamofobia». È l'appello contenuto nel comunicato finale del vertice straordinario dell'Oic di oggi a Istanbul, convocato dalla Turchia come presidente di turno a una settimana dalla strage di Christchurch. I Paesi musulmani chiedono inoltre che il segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite «convochi una sessione speciale dell'Assemblea generale dell'Onu per dichiarare l'islamofobia una forma di razzismo e nominare un inviato speciale incaricato di monitorarla e combatterla», oltre a introdurre misure per contrastare il fenomeno sulle «piattaforme dei social media».
Velo per solidarietà - Molte donne, anche non musulmane, a partire dalla premier neozelandese Jacinda Ardern, oggi a Christchurch hanno scelto di indossare il velo islamico in segno di solidarietà con le vittime delle due moschee e con i musulmani di tutto il mondo. L'iniziativa, lanciata da una campagna sui social network, ha avuto un certo successo. Molte donne non musulmane si sono presentate alla commemorazione di Hagley Park, vicino alla moschea Al Noor, dove si teneva la preghiera trasmessa in diretta.