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Le forze curde: "Non libereremo mai i terroristi dell'Isis ma andiamo aiutati"

I responsabili dell'Ypg chiedono più collaborazione ai paesi d'origine. Attualmente sono prigionieri 800 foreign fighter e ci sono 700 mogli e 1500 bammbini

Un miliziano dell'Isis
Un miliziano dell'Isis

globalist

18 Febbraio 2019 - 17.49


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Certamente li hanno combattuti, molti sono morti e non hanno alcuna intenzione di rimettere in circolazione spietati assassini e tagliola.
Quindi le forze curde in Siria non libereranno mai i cosiddetti foreign fighter, ma auspicano una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei governi dei loro Paesi d’origine. Lo ha sottolineato Abdulkarim Omar, co-responsabile delle Relazioni Esteri nei territori della Siria sotto il controllo delle Forze democratiche siriane (Fds), alleanza curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti in chiave anti-Isis.
Secondo Omar, citato dall’emittente ‘al-Jazeera’, attualmente le forze curde tengono prigionieri circa 800 foreign fighters. A questi vanno aggiunte circa 700 mogli dei miliziani e 1.500 bambini. Numeri in aumento vista l’avanzata delle Fds a Baghuz, l’ultima roccaforte dell’Isisi in Siria.
“Sembra che la maggior parte dei Paesi abbia deciso di aver chiuso con loro, di lasciarli qui, ma questo è un errore molto grande”, ha affermato Omar, secondo il quale i Paesi d’origine devono fare di più per perseguire i foreign fighter e riabilitare le loro famiglie, “altrimenti questo sarà un pericolo e una bomba ad orologeria”.
“Non li libereremo, non potremmo mai farlo”, ha assicurato Omar, ribadendo tuttavia che un eventuale attacco della Turchia nella regione scatenerebbe il caos, permettendo ai jihadisti di fuggire.

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