I curdo-siriani pronti a sferrare l'attacco finale all'ultima roccaforte dell'Isis

Gli ultimi combattenti dello Stato Islamico sono in un'area desertica ai confini con l'Iraq

Militanti Ypg

Militanti Ypg

globalist 8 febbraio 2019

Loro sono odiosissimi dallo Stato Islamico e anche da Trump che vorrebbe annientarli considerandoli terroristi.
Sono invisi ad Assad e ai suoi alleati russi per la loro volontà di autonomia del Rojava (la regione del nord della Siria a forte presenza curda) e all’Iran che non vede bene i curdi, che sono una minoranza non sempre troppo gradita anche nel loro paese
E' tutto pronto per lanciare "l'offensiva finale" contro quel che resta dei jihadisti dello Stato islamico (Isis) in Siria rinchiusi ormai in un fazzoletto di terra in una zona desertica nei pressi dei confini con l'Iraq.


Lo ha detto alla France Presse, un alto comandante delle forze democratiche siriane (Sdf), un alleanza curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti.
Il gruppo ultraradicale controllaoggi meno dell'1% del suo "califfato" autoproclamato che copriva vaste aree in Siria e in Iraq, ha affermato oggi la coalizione internazionale guidata da Washington. Dopo la sua impressionante ascesa nel 2014, l'Isis ha visto il suo territorio, precedentemente paragonabile alle dimensioni della Gran Bretagna, restringersi di fronte a molteplici offensive. In Iraq, le autorità hanno proclamato la vittoria sull'Isis a dicembre 2017.
Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, una ong con sede a Londra, ha riferito di centinaia di famiglie, parenti di jihadisti ma anche civili, ancora intrappolati in pochi chilometri quadrati, vicino al confine iracheno.