Salvini specula sul caso Battisti e si auto-nomina capo di tutti gli 007

Il Viminale ha competenza solo sull'Italia. Ma le veline del ministero dell'Interno sfornano una serie di baggianate per far apparire l'arresto dell'ex terrorista come opera del capo leghista

Cesare Battisti dopo la cattura in Bolivia

Cesare Battisti dopo la cattura in Bolivia

globalist 13 gennaio 2019

L’arresto di Battisti, in un paese che ha attraversato gli anni della ‘strategia della tensione’ e degli ‘anni di piombo’, è un fatto doveroso, visto che sull’ex militante dei Pac pende una sentenza definitiva di ergastolo.
In un paese normale questo sarebbe un fatto ovvio e scontato.
Ma l’Italia fascio-populista (compresa la destra nostrana che ha sempre avuto comprensione per i 'camerati' che sbagliavano) ha ormai dimenticato i principi dello Stato di diritto, soffre le regole della Costituzione e sogna uno stato autoritario modello Erdogan, non poteva cercare di trasformare l’arresto di Battisti in un manganello propagandistico, approfittando di un’opinione pubblica che ormai beve di tutto senza opporre resistenza.
Ecco così che dal Viminale a guida Salvini sono partite una serie di vere e proprie stupidaggini senza che la presidenza del Consiglio profferisse una parola per dare dignità istituzionale ad un’operazione che riguarda lo Stato italiano nel suo insieme.
Così il Viminale (si badi bene, il Viminale) ha fatto trapelare tramite le agenzie di stampa le considerazioni sul fatto che l’intelligence non ha mai perso di vista il caso Battisti, ma che solo con l’arrivo di Bolsonaro le cose sono migliorate.


Vero? Ovviamente no. Ma che costa dirlo?
Sempre dal Viminale sono state diramate indiscrezioni sulla cattura. E sempre il ministero dell’Interno ha ispirato lanci di agenzia sulle estradizione.



Il tutto mentre venivano diffuse le note della ‘tarantella’ dei Bolsonaro che parlavano del regalo fatto a Salvini.
Chi conosce l’abc istituzionale (quasi nessuno, purtroppo) dovrebbe sapere che il ministero dell’Interno si chiama così perché ha competenza solo dell’Interno del paese, ossia dell’Italia. E questo al di là dell'eventuale ruolo dell'Interpol o della nostra polizia giudiziaria, nel caso coordinata dalla Procura generale di Milano.


Perché nell'interpretazione di Salvini, visto che la polizia giudiziaria e l'Interpol hanno ruoli in caso di ricerca di latitanti o indagini per fatti avvenuti all'estero che riguardano gli italiani, lui potrebbe essere il Ministro dell'Interno, degli Esteri e di tutto il pianeta.
Il servizio segreto di riferimento, l’Aisi, ex Sisde, ha la I finale che sta per interno.
Diverso ruolo ha l’asse, dove E sta per estero, che dipende dal ministero della Difesa mentre - ed è quello che conta di più - i servizi segreti dipendono nella loro interezza dalla presidenza del Consiglio, ossia dall’attuale premier Giuseppe Conte, che si è pure tenuto le deleghe senza nominare un sottosegretario ad hoc.


Che in queste ore il Viminale diriga il traffico è una delle tante anomalie da repubblica delle banane in cui siamo precipitati negli ultimi mesi.
Il resto è propaganda becera e giustizialismo strumentale in un paese smarrito, privo di memoria, che hai dimenticato cosa sia stato il terrorismo e la lotta al terrorismo in Italia. E nell’ignoranza i demagoghi ci sguazzano.