I curdo-siriani chiedono l'intervento dell'esercito di Assad: proteggere Manbji da Erdogan

Dopo l'annuncio del ritiro delle truppe Usa la Turchia è pronta a sferrare un'offensiva contro gli odiatissimi curdi

Miliziani curdo-siriani delle Ypg

Miliziani curdo-siriani delle Ypg

globalist 28 dicembre 2018

Loro, i curdo-siriani, hanno chiesto l’intervento dell’esercito siriano mentre Erdogan si prepara ad attaccare Manbij, a suo tempo liberata dai miliziani Ypg che i turchi vogliono sterminare.


L'appello messo nero su bianco in un comunicato dalle Unità di protezione popolare (Ypg), la principale milizia curda in Siria, arriva sulla scia dell'annuncio a sorpresa degli Stati Uniti - loro alleato fino a ieri nella lotta ai jihadisti dello Stato Islamico (Isis) - del ritiro dell'avvio del ritiro dal paese in guerra.
"Alla luce delle continue minacce dello Stato turco di invadere zone nel Nord della Siria, invitiamo lo Stato siriano al quale apparteniamo come territorio, popolo e confini, di inviare le sue forze armate" al fine di "proteggere la zona di Manbij di fronte alle minacce turche", si legge nel comunicato dello Ypg.
Il portavoce dell'esercito siriano ha annunciato l'ingresso nella città, situata 30 chilometri a Sud della frontiera turca, e ha detto che la bandiera siriana è stata issata su Manbji.

Erdogan vuole dare una lezione degli odiati curdi
Le Forze Armate siriane stanno preparando una ''guerra psicologica'' a Manbij, nel nord della Siria, dove oggi l'esercito di Damasco ha issato la bandiera siriana dopo il ritiro dei militanti delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg). I militanti curdi avevano rivolto un appello all'esercito siriano perché proteggesse Manbij da una prossima offensiva militare turca.
"L'obiettivo della Turchia è quello di dare una lezione al gruppo terroristico Ypg/Pkk e noi siamo determinati affinché questo accada'', ha dichiarato Erdogan. Il presidente turco ha quindi annunciato che una delegazione di Ankara si recherà domani in Russia per discutere le mosse del regime di Bashar al-Assad nella regione.