Dopo il voltafaccia di Trump i curdo-siriani chiedono aiuto alla Francia

Le forze democratiche siriane stano combattendo i jihadisti al confine con l'Iraq ma Erdogan prepara un'offensiva appena gli Usa avranno lasciato la Siria

Miliziani curdi del Ypg schierati con le truppe Usa

Miliziani curdi del Ypg schierati con le truppe Usa

globalist 21 dicembre 2018
Rischiano di finire contemporaneamente sotto il fuoco di Erdogan, dell’ìIsis e dei lealisti di Assad.
Per questo i curdi siriani chiedono il sostegno della Francia a due giorni dall'annuncio del ritiro delle truppe alleate del contingente degli Stati Uniti che guidano la coalizione anti-Isis.
Lo ha detto l'agenzia di stampa Dpa. E' stata Elham Ahmed, copresidente del Consiglio democratico siriano, a chiedere il sostegno della Francia all'offensiva guidata dai curdi contro l'Isis nell'est della Siria.
Da Parigi Ahmed ha anche chiesto una "no fly zone" sulla Siria settentrionale dopo che la Turchia ha minacciato nuove operazioni contro i miliziani curdi siriani.
La Francia "rimane" militarmente impegnata in Siria, ha dichiarato ieri la ministra per gli Affari europei, Nathalie Loiseau. "La lotta al terrorismo non è terminata", ha aggiunto in risposta alla decisione del presidente Usa Donald Trump di ritirare le truppe americane dalla Siria.
Il Consiglio democratico siriano è il braccio politico delle Forze democratiche siriane (Fds), l'alleanza curdo-araba impegnata nella lotta all'Isis che in queste settimane combatte contro i jihadisti nell'ultima roccaforte del gruppo nella Siria orientale, a ridosso del confine con l'Iraq.
Ankara considera "terroristi" i miliziani curdi sospettati di essere legati al Pkk. "Se ci sarà un attacco turco lo affronteremo - ha detto Elham - Ma dovremo richiamare i nostri combattenti delle Fds da Deir Ezzor, nella Siria orientale".
Intanto dalla Turchia Recep Tayyip Erdogan ha annunciato il rinvio della nuova operazione nel nord della Siria.